A Mosca si celebra l’80esimo anniversario della sconfitta del nazismo con una parata militare. Un evento solenne, importante, da ricordare. Perché la memoria, si sa, è fondamentale. Serve a non dimenticare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale ed a ricordarci che, volendo, possiamo anche evitarli. Basta un po’ di impegno collettivo, magari tenendoci stretti gli uni agli altri. E invece no. Mentre sfilano soldati, carri armati e bandiere, due Paesi che più di altri hanno subito la violenza del nazifascismo, Russia e Israele, oggi si trovano ad infliggere guerre feroci e apparentemente senza senso all’Ucraina e alla Palestina. Due conflitti che sembrano avere un unico scopo: massacrare i civili. E così la parata diventa una beffa. Si condanna il male del passato indossandone oggi gli stessi stivali. Lo spettacolo sulla Piazza Rossa avrebbe fatto la sua figura nella Corea del Nord. Laggiù l’ostentazione di missili (veri o finti, ancora non si sa), soldati magrissimi e fucili arrugginiti è pane quotidiano. Serve a impressionare chi, nel frattempo, cerca farina e riso. Ma la Russia, prima potenza nucleare per numero di testate, oggi ci regala uno show che già nel 1985 sembrava una replica. Viviamo in un mondo dove i “Rambo” hanno perso appeal. Oggi a spaventare sono gli scienziati di Wuhan in camice bianco, armati solo di una siringa microscopica, capace di bloccare il pianeta. Il Covid, qualunque cosa sia stato, è la dimostrazione che la modernità ha cambiato le armi ma non le guerre. La parata russa, insomma, ha un valore simbolico, certo, ma è raccontata da Putin con strumenti d’epoca, tra bandiere e marce da propaganda stile Krusciov. Peccato che quelli erano gli anni Sessanta. Ora siamo nel 2025, e il mondo è andato avanti. Anche se non sempre in meglio. Noi europei, a volte antipatici e un po’ impolverati, proviamo comunque a sembrare moderni. Almeno ci “vestiamo” meglio. Gli americani, poi, hanno superato tutti: loro le parate le fanno nello spazio. E forse non è un caso se nei primi cento giorni di governo hanno arruolato Elon Musk. Pare che stia progettando un razzo per bombardare Marte, non si sa mai che da lì arrivi qualche regime ostile con idee rosse. D’altra parte, se la storia è ciclica, perché non vestirla sempre con lo stesso costume? A Mosca lo fanno da anni: cambia la musica, ma il balletto è sempre quello. Solo che ora il mondo non applaude più, sbadiglia. E forse, mentre sfilano i carri armati, qualcuno a casa si chiede dov’è il telecomando per cambiare canale.
Il titolo resta perfetto:
“A Mosca va in onda uno spettacolo d’altri tempi”. Solo che ormai lo guardano in pochi.