Il Fondo

Parola d’ordine di Salvini e Tajani: indebolire la Meloni

ANTONIO TAJANI MINISTRO DEGLI ESTERI MATTEO SALVINI MINISTRO INFRASTRUTTURE

Con il vento in poppa la nostra premier Giorgia Meloni governa il Paese da quell’ormai lontano 26 settembre 2022 quando insieme alla coalizione conquistò il Parlamento portando a Palazzo Chigi la prima amministrazione di destra dai tempi di Benito. La parola “centro” fu aggiunta per addolcire la sconfitta di un centrosinistra che si è impegnato come non mai per perdere le elezioni. Ancora pochi giorni e verrà tagliato il traguardo dei tre anni consecutivi di governo con l’idea di non interrompere la corsa ed arrivare d’un fiato ai cinque anni consolidando un’immagine internazionale importante e mediamente stabile a livello nazionale. Possono dunque gli alleati di governo permetterle di arrivare al traguardo senza un graffio? Giammai. Ed ecco allora che i compagni d’avventura più significativi non tanto per i modesti numeri ottenuti alle urne in quel fatidico responso elettorale quanto per le gesta politiche delle stagioni precedenti sembrano muoversi. Basta pensare che alle europee del 2019 la Lega sfiorò il 34 per cento dei consensi e Forza Italia fu ai vertici per oltre due decenni. Quell’eco indica l’assoluta necessità per entrambi i partiti di indebolire Fratelli d’Italia ad ogni costo saggiare il terreno elettorale e prepararsi al futuro. Come? Mi pare evidente che Matteo Salvini mal sopporti le fughe in avanti di Tajani e viceversa. Le ultime mosse parlano chiaro: la Lega ritira l’emendamento sui pedaggi autostradali, mentre Forza Italia si mostra disponibile all’ascolto sullo Ius Scholae. Mi sembrano due segnali chiari delle diete e degli allenamenti scelti per arrivare in forma alla prossima gara elettorale del 2027. Sembra un fuoco incrociato per colpire indirettamente il governo di cui fanno parte, una prova per saggiare l’umore dell’elettorato nella speranza che uno dei due possa superare in corsa la Meloni e aggiudicarsi la vittoria. Anche se in realtà i veri motivi sono tutti personali perché diciamolo dei problemi degli italiani non importa nulla a nessuno. Altrimenti si sarebbero già impegnati a far sì che la sanità pubblica tornasse salda in sella dopo essere stata disarcionata dalla pandemia. E non permetterebbero ai bed and breakfast ed alla Santanchè di rendere proibitivi gli alloggi per gli studenti. Senza parlare del segretario della Lega che vorrebbe appendersi al petto la vittoria del ponte sullo Stretto di Messina che non vuole nessuno, tantomeno gli italiani e i siciliani che non partecipano direttamente o indirettamente alla realizzazione del progetto. Ma la premier sembra non farci caso oppure ritiene sia ancora presto per iniziare gli allenamenti e quindi si dedica alla politica internazionale tessendo una rete di relazioni che in un mondo globalizzato forse un giorno potranno tornarle utili. Speriamo tenga presente anche l’età di questi nuovi amici perché non credo che fra dieci anni ad esempio Trump possa ancora esserle utile. Ora i rilanci sul piatto della politica iniziano a farsi significativi. Tra un viaggio a oriente ed uno a occidente il nostro primo ministro riuscirà a tenere sotto controllo il Palazzo o sarà il palazzo a indebolire lei?