Il Fondo

Alex Zanardi: dopo la caduta si può tornare a correre

Erano passati pochi mesi da quando Alex perse le gambe in un terribile incidente automobilistico eppure al Motor Show di Bologna riuscì a compiere un gesto che commosse il mondo intero, si alzò in piedi dalla carrozzina tra gli applausi e le lacrime del pubblico mentre anche Michael Schumacher presente rimase visibilmente colpito. Con il suo consueto sorriso disse sono così emozionato che mi tremano le gambe, una battuta ma anche il simbolo di una forza interiore fuori dal comune. Alex era fatto così dolcissimo ironico sempre pronto ad aiutare gli altri e a gioire dei loro successi. Era profondamente legato alla sua terra a Casalmaggiore dove ha sempre mantenuto radici forti e affetti autentici. Lì vive la madre una donna riservata che nella vita ha conosciuto anche tantissimo dolore avendo perso la figlia maggiore quando Alex aveva sedici anni e il marito a soli 54 anni. Di suo figlio ha sempre detto è stato ed è un ragazzo dolcissimo e se oggi il mondo lo ricorda con affetto nei cinque continenti è perché quella dolcezza era reale vissuta ogni giorno. Per Alex la felicità non era nella vittoria fine a sé stessa ma nella capacità di superare i propri limiti. Ogni sconfitta diventava una nuova sfida un’occasione per trovare motivazioni più profonde per trasformare il dolore in energia e restituirla agli altri sotto forma di esempio. Gli altri era la parola che tornava spesso nei suoi discorsi accompagnata da quel sorriso e dagli occhi pieni d’amore. Ci sono persone che nascono così, con una luce speciale e il mondo nonostante tutto sa ancora riconoscerle; non è vero che sia diventato arido storie come questa dimostrano il contrario. La speranza non è arrendersi come qualcuno crede ma continuare a credere, a lottare e a sorridere anche quando tutto sembra perduto è la mano tesa verso chi è in difficoltà è la capacità di rialzarsi, e magari aiutare qualcun altro a fare lo stesso. Questo tributo è dedicato a un uomo che ha trasformato la propria vita in un messaggio universale, un esempio da seguire, una testimonianza concreta di coraggio e di umanità.

Oggi il nostro giornale lo riconosce con orgoglio e si unisce all’applauso di chi in lui ha visto non solo un campione dello sport ma soprattutto un campione di vita.