Quando si spegne una vita muore parte di un Paese. Le morti sul luogo di lavoro ormai sono una piaga che distrugge intere famiglie. Parlare nel 2026 di morti sul lavoro ci fa comprendere come nel nostro Paese ci siano delle grandi vulnerabilità, padri e madri che perdono la loro vita solo perché con dignità cercano di portare il pane alle loro famiglie.
Nel primo trimestre del 2026, la Sicilia si conferma, ancora una volta, la maglia nera italiana, perché detiene un’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro elevatissima. Le elaborazioni del Centro studi di Assoesercenti mette in luce una tremenda piaga che non si placa, anzi cresce. Infatti in Sicilia tra gennaio e marzo del 2026, l’incidenza dei decessi sul lavoro ha raggiunto tragicamente la quota di 9,4 vittime ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale di 5,7. Dati particolarmente allarmanti su cui costruire un piano di prevenzione forte, perché un lavoratore non può perdere la vita mentre lavora. Le Istituzioni devono attuare misure concrete per rendere ogni luogo di lavoro sicuro e dignitoso. Tutto ciò può avvenire attraverso leggi efficaci. Però anche le aziende devono investire ampie risorse economiche nella sicurezza. Le mani di un lavoratore non creano solo economia, dipingono anche il meraviglioso quadro della storia d’Italia.
Agrippino Castania