Arte

Lucca celebra Robert Capa
il più grande fotoreporter
del secolo scorso

Contadino-siciliano-capa-1943

Contadino-siciliano-capa-1943Nella suggestiva cornice di Palazzo Boccella, una mostra prodotta da MViva in collaborazione con Magnum Photos e curata da Maurizio Vanni racconta, attraverso 97 fotografie in bianco e nero, “il più grande fotografo di guerra del mondo”. A proposito di Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernő Friedmann, l’amico scrittore John Steinbeck scrisse: “Sapeva che non si può fotografare la guerra, perché si tratta in gran parte di un’emozione. Ma lui riuscì a catturare quell’emozione scattando a fianco ad essa. Era in grado di mostrare l’orrore patito da un intero popolo sul volto di un bambino”.

Robert-Capa-MilizianoDiventato famoso nel ’36 per il suo celeberrimo scatto, quasi involontario, che ritrae un militante lealista colpito a morte da un proiettile antifranchista durante la Guerra civile spagnola, Robert Capa documentò i cinque più grandi conflitti bellici del Novecento. Dal suo primo incarico internazionale a Copenaghen nel 1932 in occasione della conferenza tenuta da Trockij sul “Significato della Rivoluzione russa”, alle tumultuose manifestazioni che accompagnarono l’elezione del Fronte Popolare in Francia; dalla Guerra civile spagnola con gli scatti “prodigiosi” che ritraggono l’assedio di Madrid, alla guerra sino-cinese del’38; dalla conquista Capa-D-Dayalleata del Sud Italia, allo sbarco in Normandia dove “le pallottole aprivano buchi nell’acqua”; dall’invasione della Germania nel ’45 all’esperienza russa condivisa con l’amico John Steinbeck nel ’47; dalla fondazione ufficiale dello Stato di Israele fino al viaggio in Indocina, dove trovò la morte nel ’54: Capa trascina lucidamente il suo pubblico all’interno della scena e della sua immortale drammaticità.

Robert-Capa-LuccaL’immagine catturata dall’obbiettivo è viva e dinamica: si agita di fronte agli occhi dello spettatore con il suo pungente odore di esplosivo, il terribile sibilo dei proiettili e le urla atroci della battaglia, e lo tormenta con l’impotenza di chi può solo restare a guardare. Nella mostra ampio spazio è dedicato anche all’aspetto privato della vita del fotografo ungherese, raccontata da una serie di fotografie che ne ritraggono gli amici più intimi, tra cui Ernest Hemingway, John Steinbeck e Pablo Picasso. Una vita quella di Capa vissuta per la maggior parte in trincea al fianco dei soldati, a immortalare gli eventi più drammatici del secolo scorso, perché “se le tue foto non sono buone abbastanza, allora significa che tu non sei vicino abbastanza”.

Melissa Aglietti