Le celebrazioni ufficiali del Bicentenario della Vittoria Alata (ritrovata il 20 luglio 1826) si sono appena concluse, ma mi permetto di mantenere vivo il dibattito: l’idea della statua come simbolo di pace è più viva che mai. La statua è infatti un’icona di riappacificazione tra vinti e vincitori: originariamente incideva il nome del vincitore su uno scudo, ponendo di fatto fine a un conflitto.
L’idea di esporre una gigantografia della Vittoria Alata in Piazza Vittoria si inserisce perfettamente in questo contesto. Nata storicamente con connotazioni monumentali e celebrative, la piazza offre lo spazio architettonico ideale per ospitare un’installazione visiva permanente di grandi dimensioni. Questo proietterebbe l’immagine del capolavoro romano dal Capitolium, il principale tempio cittadino in Piazza del Foro, ai piedi del Colle Cidneo, verso il cuore moderno della città.
Progettata da Marcello Piacentini, questa piazza è il luogo ideale per questo tipo di gigantografia architettonica, trasformandola in uno spazio di memoria, arte e riconciliazione. Allego un’ipotesi “idea” sulla partecipazione dei maestri del pregiato marmo di Botticino come dono alla città capoluogo di area vasta!
Celso Vassalini