Il tema non è generazionale (e giustamente gli anziani come noi si risentono) nel caso di Lula ma la questione è tutta politica.
Come all’epoca la Presidenza Pertini fu una risposta politica (al di là delle dinamiche che la determinarono, basti pensare che in opposizione al candidato Ufficiale del PSI Giolitti democristiani e comunisti erano pronti a votare La Malfa paladino della “fermezza”) al rischio di disintegrazione democratica che il paese viveva dopo l’assassinio di Moro, così Lula, al di là delle ambizioni di potere del suo entourage, resta la risposta democratica di tutto il continente sudamericano al rischio oramai evidente di assoggettamento al mostruoso impasto reazionario-capitalista prodotto dagli USA ed al rischio di involuzione della società Brasiliana ostaggio degli evangelisti sostenuti dal grande capitale che volevano una nuova presidenza Bolsonaro
Lula parla anche all’Europa, pur avendo scelto l’alleanza coi BRICS non abbandona il multilateralismo ed è stato assai freddo con il regime di Mosca; Parla alle sinistre europee perche se ci si occupa delle masse diseredate e non ai listini di borsa i popoli restano uniti e coesi.
Una vittoria tutta politica, insperata, di grande speranza per tutti noi.
E per ottenerla c’era bisogno di un uomo che rapprentasse la patria.
Non ci sarebbe stata la stabilità politica degli anni ottanta senza la Presidenza Pertini che aveva 82 anni.