Il Fondo

La dignità umana non ha prezzo e non ammette classificazioni

Con profonda indignazione condanno le gravissime e inaccettabili affermazioni rivolte alle persone con autismo e con disabilità, definite «parassiti», accompagnate persino dall’invocazione dell’eutanasia. Parole che offendono la dignità umana e feriscono profondamente non soltanto Antonio Riggio e la sua famiglia, ma tutte le persone e le famiglie che ogni giorno affrontano sacrifici e difficoltà per garantire ai propri cari una vita dignitosa, ricca di affetto e di diritti.

Esprimo la mia più profonda solidarietà ad Antonio Riggio e a tutta la sua famiglia, colpiti da parole di una crudeltà e disumanità inaccettabili. Come dirigente del Partito Socialista Italiano, ritengo che una società possa definirsi davvero civile e democratica soltanto quando mette al centro la persona, tutela i più fragili e garantisce a tutti pari dignità, pari opportunità e uguali diritti. I valori del socialismo si fondano sulla solidarietà, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla difesa dei diritti di ogni essere umano.

Sono principi che non possono rimanere semplici parole, ma devono tradursi in impegno concreto, battaglie civili e politiche capaci di non lasciare indietro nessuno. Le persone con disabilità non sono un peso per la società, non sono un problema da eliminare e non sono cittadini di serie B. Sono persone, con la stessa dignità, gli stessi diritti e lo stesso valore di chiunque altro. Il valore di una persona non si misura sulla sua produttività, sulla sua autonomia o sulle sue capacità. La dignità umana non ha prezzo e non ammette classificazioni. Dietro ogni persona con disabilità c’è una storia, una famiglia, un mondo di affetti, speranze e sacrifici. Ci sono genitori che ogni giorno combattono per assicurare ai propri figli assistenza, cure, inclusione scolastica, opportunità e un futuro sereno.

A queste famiglie non servono pietismo o parole di circostanza: servono rispetto, sostegno, servizi efficienti e uno Stato presente, capace di garantire diritti e risposte concrete. Come socialista, credo che la vera civiltà si misuri dalla capacità di una comunità di prendersi cura di tutti, soprattutto di chi ha maggiormente bisogno di sostegno. Nessuno deve essere considerato inutile, nessuno deve essere emarginato e nessuna vita deve essere giudicata meno degna di un’altra. Mi auguro che gli autori di queste affermazioni vengano individuati e che siano accertate le eventuali responsabilità secondo quanto previsto dalla legge.

La libertà di espressione non può diventare un alibi per alimentare discriminazione e disprezzo. La nostra deve essere una battaglia culturale, sociale e politica per una società più giusta, inclusiva e solidale. Ad Antonio Riggio e alla sua famiglia rivolgo il mio abbraccio più sincero e la mia vicinanza. Non siete soli. La vostra battaglia riguarda tutti noi, perché difendere i diritti delle persone con disabilità significa difendere i valori fondamentali della nostra democrazia.

Continuerò a sostenere una società nella quale nessuno venga lasciato indietro, nessuno venga discriminato e nessuno venga privato della propria dignità. La civiltà di un Paese non si misura dalla ricchezza di pochi, ma dalla dignità riconosciuta a tutti. La dignità non è un privilegio: è un diritto di ogni essere umano.

Calogero Jonathan Amato

Dirigente Regionale PSI Sicilia