“Ripristinare fondo per contributo affitti e morosità incolpevole”
L’emergenza abitativa in Italia è strutturale e allarmante. Gli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell’Interno sugli sfratti emessi, richiesti ed eseguiti nel 2025 sono piuttosto chiari. Nonostante una parziale flessione in termini assoluti, rispetto al quadriennio precedente, i numeri restituiscono il quadro di un disagio abitativo grave e diffuso. Infatti, lo scorso anno, i provvedimenti di sfratto emessi sono stati ben 37.122, le richieste di esecuzione con ufficiale giudiziario sono state 61.856 e gli sfratti eseguiti con forza pubblica sono stati 18.292. Tra l’altro, la morosità resta la principale causa delle procedure, rappresentando il 71,8% del totale, con 26.632 provvedimenti. È la prova di come le famiglie non paghino perché schiacciate dal carovita e dalla sproporzione tra canoni e redditi reali. Rimangono alti anche gli sfratti per finita locazione (8.415 casi), alimentati dalla tendenza dei proprietari a disinvestire dall’affitto residenziale di lungo periodo a favore della maggiore rendita della locazione breve.
Sempre secondo i dati del Ministero dell’Interno, le Regioni con il maggior numero di sfratti sono la Lombardia, con 6.128 provvedimenti, il Lazio con 5.693 provvedimenti e la Campania con 3.649 provvedimenti. Tra le regioni con il maggior numero di richieste di esecuzione con ufficiale giudiziario, la Lombardia è di nuovo in cima alla classifica con 9.968 richieste, seguita dall’Emilia-Romagna dove le richieste sono state 8.656 e dal Piemonte dove sono state 7.340. Gli sfratti eseguiti con forza pubblica, invece, in Lombardia sono stati 3.085, in Piemonte 2.103 e nel Lazio 1.952. A livello provinciale il maggior numero di provvedimenti di sfratto è stato emesso a Roma (4.793), a Napoli (2.376) e a Torino (2.086). Le richieste di esecuzione con ufficiale giudiziario sono state più numerose sempre a Roma (3.371), Torino (3.171) e Napoli (3.106). Infine, anche il maggior numero di sfratti eseguiti con forza pubblica sono stati registrati a Roma (1.516), a Torino (1.330) e a Napoli (1.111).
“Nonostante il calo generalizzato – ha commentato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese – è evidente che l’emergenza si sta muovendo dai grandi centri urbani, ormai saturi e inaccessibili, verso i comuni della prima cintura e le medie e piccole province, dove l’incidenza degli sfratti registra paradossalmente una crescita, seppur localizzata. In un contesto simile – ha precisato Veronese – le risposte meramente repressive o di accelerazione dei rilasci non sono affatto utili. Occorre un Nuovo Piano Casa Nazionale a forte impatto pubblico e che il Governo reintroduca, nella Legge di Bilancio, i fondi per il contributo affitto e per la morosità incolpevole, che sono stati azzerati nelle ultime finanziarie, lasciando i Comuni privi di strumenti di mediazione per bloccare i rilasci. Contestualmente chiediamo, poi, ai Sindaci lo stanziamento di fondi straordinari comunali per il diritto all’abitare e il censimento degli immobili pubblici sfitti da riassegnare. Contro l’emergenza abitativa serve un approccio strutturale e un’assunzione di responsabilità sia a livello nazionale sia locale. La casa – ha concluso Veronese – è un diritto e come tale va tutelato”.