Il Fondo

Erano cento, eran giovani e forti …

Com’era prevedibile. La grande guerra dei cento deputati per fare saltare l’Italicum si è trasformata nella grande ritirata della maggior parte di loro. Inutile adesso far presa con la scomunica dei trasformisti che tengono famiglia e posto assicurato. Capita e questo deve essere rischio calcolato da chi affila le armi per la resa finale. Sappiamo che chi comanda usa tutte gli argomenti a sua disposizione per evitare di soggiacere a chi lo vuole sostituire. Non è una novità.

Sappiamo anche che i contrari sono diventati perplessi e poi si sono arresi alla maggioranza perché non vogliono cambiare partito. E questo pare un ragionamento anche logico. Non riesco a comprendere infatti come sia possibile rimanere in un partito se non si vota la fiducia al governo presieduto dal suo segretario e si accusa la maggioranza di volere espropriare la democrazia in Italia. Pare che nel Pd oggi siano raggruppate non solo la maggioranza e la minoranza di un partito. Ma la maggioranza e la minoranza del paese. Tutte dentro un solo partito. Il partito della nazione. Democratico e dal cuore grande.

Eppure a ben pensarci esiste una logica in questo comportamento che porta, non solo i neo convertiti, ma anche i dissidenti a escludere la scissione. E la logica la si può rintracciare nelle conseguenze dell’Italicum. Se la minoranza del Pd uscisse dal partito e ne fondasse un altro, dovrebbe poi o presentarsi con un polo, probabilmente in fucina, di sinistra estrema, o rientrare nella lista promossa dal Pd. Che con ogni probabilità non sarà solo del Pd visto che dovrà tentare di superare il 40 per cento al primo turno.

Costoro dovrebbero a quel punto o far parte di una lista che non penso conciliabile con la politica di ciascuno di loro o rientrare dalla finestra dopo essere usciti dalla porta principale. Ammesso che la finestra sia ancora aperta. E questo costituisce il vero punto interrogativo. Perché potrebbe essersi già chiusa per i dissidenti col voto, anzi il non voto, di queste ore. E i convertiti l’hanno capito, forse, in tempo. Il resto è storia nota. L’Italicum e la disponibilità a cambiare la legge costituzionale fanno parte del contorno. Tanto quel che conta oggi è fare le riforme. Quali è decisamente secondario.