Ormai non ci facciamo mancare proprio nulla, dopo il Covid e la guerra nel cuore dell’Europa ci mancava pure la preoccupazione dei casi di ‘vaiolo delle scimmie’ isolati allo Spallanzani di Roma. Oddio, di contagiati accertati e sospetti per il momento tra UK, Spagna e Portogallo sono ancora una quarantina, mentre in Italia risultano solamente quelli individuati nella Capitale, ma se ripensiamo a quanto successo con la pandemia all’ospedale di Codogno già ci viene la pelle d’oca! Cerchiamo di capire di cosa si tratta. Dunque, sembra che questa patologia virale colpisca gli uomini SMS (maschi che fanno sesso con maschi) e la malattia si risolva spontaneamente in una decina di giorni con molto riposo e se necessario un paio di compresse antivirali. Tutto qui? per il momento tutto qui! L’unica cosa davvero preoccupante è che i virologi possano tornare in televisione iniziando ad interpretare quei grafiti primordiali tracciati dai nostri antenati dove già si capiva dell’imminente vaiolo dello scimpanzé, e per impressionarci non lo chiameranno semplicemente ‘vaiolo delle scimmie’, ma con il suo nome scientifico: Monkeypox…che per noi anglofoni è pure più comprensibile! Ma vediamo seriamente cos’è. Si parla di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma meno grave, diffuso soprattutto tra i piccoli roditori africani; l’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso la saliva, altri fluidi dell’animale o anche solo contatti sporadici. Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi ingrossati, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. In questi casi, come dicevamo, le raccomandazioni prevedono di restare a riposo qualora insorga la febbre e di rivolgersi al medico di fiducia in caso di comparsa di vescicole. Una corretta prevenzione suggerisce di evitare il contatto con persone febbricitanti e prima di ogni effusione valutare la presenza di eventuali manifestazioni inusuali sulla cute del partner. Questo comportamento è utile a prevenire non solo il monkeypox ma anche altre infezioni sessualmente trasmesse. Per tutto ciò, data la frequenza insolitamente alta di trasmissione da uomo a uomo e la probabile trasmissione nella comunità senza una storia di viaggi in aree endemiche, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto è considerata elevata. Insomma, tutti i casi sospetti devono essere isolati, testati e notificati tempestivamente. In breve, Il vaiolo delle scimmie non è stato precedentemente descritto come un’infezione a trasmissione sessuale, sebbene possa essere trasmessa per contatto diretto durante il rapporto. Non mi dilungo oltre perché presto avrete tutte le informazioni necessarie dal nostro esercito di esperti che già sta facendo i gargarismi per rendere più squillanti le loro ugole e cantare a squarciagola sullo spartito: allarme scimmie!
Allarme scimmie