Sono sempre di più gli ultracentenari in buona salute e questo, oggettivamente, crea non pochi problemi a Caronte…il quale sempre più spesso quando bussa alla porta degli anziani si sente rispondere: grazie per la tua premura, ma in questo momento sono particolarmente impegnato e non posso permettermi il lusso di lasciarmi andare alla ‘pace eterna’. Negli ultimi tempi, poi, ci mancava pure l’ikigai. Ma di cosa si tratta?! Beh, nulla di trascendentale tipo: devo accudire i bambini di mia figlia, ho promesso a mia cugina che prima di partire per la lunga traversata verso il Paradiso sarei andata a trovarla, ecc.. Il pensiero di questa disciplina giapponese è paragonabile alle nostre espressioni quali ‘ragione di vita’, ‘ragion d’essere’; insomma, avere uno scopo preciso che renda l’esistenza degna di essere vissuta sotto il profilo “conosci te stesso e potrai dare un senso alla tua vita”. Cioè, mai. Forse è per questo che Caronte è preoccupato…la parola ‘mai’ lo inquieta perché così rischia di perdere l’appalto!
Le interpretazioni della parola ikigai entrano nella filosofia dell’essere e per tale motivo sono molto personali, al punto che un giornalista del National Geographic a seguito della sua permanenza in Giappone ha affermato che nella zona di Okinawa, ad esempio, l’ikigai è considerato come ‘una ragione per svegliarsi al mattino’ e può inoltre indicare la persona di cui si è profondamente innamorati. Insomma, secondo la cultura giapponese, agli antipodi dell’immagine di Caronte sempre più annoiato per la ripetitività della sua attività, tutti avrebbero il proprio ikigai. Trovare le ragioni dell’esistenza spesso richiede una lunga strada…per questo ci vuole tempo! Cos’è sta fretta di Caronte che se ad una certa età ti appisoli è già lì che ti vuole caricare sul traghetto! Anche se tornando al proprio ikigai l’unico rischio a tutt’oggi accertato è quello che vivere la vita con eccessiva passione rischia di consumarci il corpo e l’anima. Insomma, gira gira torniamo sempre agli stereotipi di un tempo come: morire per amore. Accidenti, però, che meraviglia!