Il Fondo

Case di Comunità: meditate gente, meditate

Foto wikipedia

Dove c’è la parola casa molto spesso si pensa che dietro quelle mura si nasconda un profondo senso di serenità e di amore, quando non addirittura calore se torniamo allo spot fiabesco di Gavino Sanna degli anni Ottanta che un po’ riassume il pensiero del nostro ragionamento: dove c’è Barilla c’è casa. Oggi proviamo ad approfondire, in un gioco di parole, il ‘caso delle case’ di comunità. Infatti, mesi fa, all’inizio di questa avventura, scrivevamo che le aspettative non lasciavano presagire nulla di buono perché queste strutture sarebbero risultate realtà vuote…e così è stato! Ma già allora con la carenza di medici non ci voleva un genio per capire che la Sanità Pubblica non sarebbe stata in condizioni di riempirle in quanto il DM 77 impone la reperibilità a medici ed infermieri 7 giorni su 7, la disponibilità di ostetrici, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione e qualsiasi specialità possa servire se un cittadino dovesse star male. Dunque, una illusione come il Paese di Bengodi? Sapete quel luogo immaginario descritto da Boccaccio nella novella del Decamerone ‘Calandrino e l’elitropia’ dove la descrizione di questo luogo viene fatta da Maso del Saggio, il quale insieme a Bruno e Buffalmacco inventano una burla ai danni del credulone Calandrino attratto da quanto gli viene narrato riguardo al meraviglioso paese di Bengodi dove si trova in abbondanza l’elitropia, pietra che rende invisibili?! Si, è lui. Ci chiediamo se l’idea immaginifica di questo prestigioso potere non abbia condizionato il racconto delle case di comunità. Ebbene, pare proprio che in prossimità della data di gennaio 2023, pena la perdita dei finanzianti integrativi del Fondo Sanitario Nazionale, dette case siano pronte, ma vuote per la semplice ed ampiamente prevista ragione che mancava allora e manca ora il personale sanitario. Personale sanitario che invece sembra abbondare nelle cooperative le quali pare dispensino medici a gettone come coriandoli a carnevale. Ora, secondo voi, da chi saranno gestite le Case di Comunità?! Meditate gente, meditate…era così che citava Renzo Arbore, anche lui come Gavino Sanna a metà degli anni Ottanta, nel pubblicizzare una nota birra.