Il Fondo

CAU: fuga in avanti dell’Emilia Romagna

Di Jason Pack - This image is from the FEMA Photo Library (obsolete as of 2019).An archived copy may be found at the Wayback Machine (note: link may be permanently dead, as not all photos were backed up in this way).If the FEMA link is permanently dead, the photo can be found at NARA Access to Archival Databases (only works if photo was taken between 1989 and October 2004), or at City-data.com., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8075965

I Pronto Soccorso stanno diventando un problema, i Punti di Primo Intervento aperti h12 nelle Strutture Sanitarie periferiche presto saranno sostituiti dai CAU; una riforma fortemente voluta dalla Regione Emilia Romagna che non è nemmeno parente lontana dell’Emergenza Urgenza…in un gioco di parole è solo una guardia medica che non guarda nessuno, salvo rispondere al telefono come nei vecchi sketch di Franca Valeri nelle vesti di centralinista! Dunque una situazione che si è andata deteriorando nel tempo e più precisamente come diretta conseguenza del Covid. Le Aziende Sanitarie Locali ad ogni sollecitazione espongono un cartello ingiallito che non lascia spazio a nessuna richiesta da parte dei cittadini: ‘non ci sono medici’. Come conseguenza siamo costretti a rivolgerci alla sanità privata e sono circa un terzo gli italiani che non possono fare diversamente. In Regione ad esempio moltissimi ospedali del territorio periferico oggi sembrano dei ‘cani bastonati’ rispetto ai levrieri che erano solo fino a qualche tempo fa e nessuno, almeno all’apparenza, sembra essere interessato al tema. Accidenti, questo fenomeno di ultima generazione non può essere attribuito esclusivamente alla pandemia, ma ad una volontà politica che guarda alla cooperazione sanitaria privata la quale, guarda caso, abbonda di professionisti di cui molti di loro arrivano da Paesi dove gli standard di sicurezza sanitaria sono distanti dai nostri e le Scuole di Specializzazione una speranza. Tornando all’Emergenza avevano ragione coloro che circa vent’anni fa per primi avevano capito che il futuro dei Reparti di Prima Assistenza sarebbe stato di lasciare il passo alle automediche in termini di efficenza e rapidità di intervento. Infatti, in questo permanere emergenziale dei Pronto Soccorso dovremmo incrementare il servizio del 118 fino a raddoppiarlo. A questa mia affermazione qualcuno, però, mi fa notare che nelle ASL è ancora esposto il cartello ingiallito che ci ricorda la mancanza di personale medico specialistico. L’unica cosa che non manca sono i fondi: gettonisti docet! Ebbene, approfittiamo di quelle stesse disponibilità economiche e diamo alle cooperative la gestione sanitaria di tale Servizio, vista anche l’eccedenza di personale di cui dispongono. I medici a gettone non sono forse una loro invenzione?! Ci rendiamo conto dei costi, ma pensiamo siano simili a quelli che abbiamo speso per le prestazioni occasionali.