C’era una volta quando il medico di base ti salvava la vita, ti salvava la vita in quanto parte del suo tempo era dedicato alle visite domiciliari, divideva diligentemente il lavoro di ambulatorio con quello delle visite a casa; curava i pazienti che denunciavano un malessere e non potevano raggiungerlo in ambulatorio. Quante volte il malato lamentava mal di stomaco pensando ad un’indigestione, e il medico, poco convinto del racconto, dopo un’anamnesi scrupolosa, suggeriva un consulto più approfondito dallo specialista, piuttosto che richiedere un ricovero immediato. Ed era lì che ti salvava la vita, perché ti aveva visitato entro un tempo ragionevole dall’insorgere del disturbo; quel disturbo che oggi, a causa della pandemia, viene raccontato al telefono…quando il medico ti risponde! Ad eccezione che tu stesso non chiami l’ambulanza, ma a quel puto il male è conclamato e le possibilità di sopravvive ridotte, anche con l’arrivo dell’automedica. Vogliamo dire che il medico di famiglia si sarebbe accorto dell’insorgere della patologia prima dell’aggravarsi del sintomo. Pensate ad un Ictus, per esempio, non arriva quasi mai in maniera improvvisa, solitamente ci sono alcuni segnali di avvertimento, ma bisogna saperli leggere, soprattutto in base alla storia del paziente; per questo motivo il medico di base non ha eguali nella cura della nostra salute. I veri danni collaterali, in sacrificio di vite umane, causati dalla pandemia Covid-19, li conosceremo, forse, fra molto tempo, e allora ci accorgeremo quante vite si sarebbero potute salvare solo se il medico di famiglia avesse potuto guardarci in faccia. La pandemia, con i suoi esperti ‘stregoni’, ha fatto emergere un’altra debolezza del nostro sistema sanitario, ci riferiamo a quegli specialisti che avrebbero dovuto essere una risorsa; invece, si sono dimostrati una ‘crepa’ della sanità pubblica, in quanto il protocollo si è sostituito al buon senso, a quel buon senso che, anche se messo in burla dal dott. Terzilli (alias Albero Sordi), a modo suo funzionava: funzionava perché a monte c’era qualcuno che indirizzava i pazienti. Oggi, tra internet e scienziati, abbiamo le idee più confuse di prima, basti pensare ai vaccini anti Covid per farsi prendere dallo sconforto: ci chiediamo che bisogno c’era di quella sceneggiata del V-Day andata in onda il 27 dicembre!
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