Il Fondo

Che sorga l’oro. Ma da dove? Dal comodino della nonna

C’è una nuova frontiera nella creatività fiscale: l’oro dei comodini. Non metaforico, non finanziario, non estratto dalle miniere. No: parliamo delle catenine della Prima Comunione, dell’orologio della Cresima, delle fedi matrimoniali ereditate dalle mamme e dalle nonne. L’ultimo Eldorado italiano si troverebbe, a quanto pare, nei nostri portagioie di famiglia. Da quello che si è capito, l’obiettivo sarebbe di “regolarizzare” – parolone che in Italia fa sempre scena – la piccola o piccolissima oreficeria accumulata nell’arco di generazioni: qualche grammo qui, qualche grammo là. Una stima? Viene fatta “a braccio”, naturalmente: forse 30, forse 50 grammi a testa. Tonalità di incertezza perfette per costruire una strategia fiscale nazionale. Ma a cosa servirebbe questa regolarizzazione? Pare – ed è già difficile trattenerne il sorriso – che si voglia impedire il fiorente traffico dei braccialetti della zia defunta, che sfocerebbe nei Compro Oro dove, si sottintende, nessuno pagherebbe le tasse. Finalmente un nemico comune: non il grande evasore, non il riciclaggio internazionale, ma la spilla della comunione del 1968. E allora sorge spontanea la curiosità: chi sono i funzionari dello Stato che la mattina si svegliano e si inventano queste cose? È un talento vero, non improvvisato: ci vuole immaginazione, dedizione, una buona dose di distacco dalla realtà quotidiana dei cittadini. Il tutto, si dice, porterebbe al Governo un paio di miliardi. Magari utili a finanziare qualche altro centro in Albania che, notizia dell’ultima ora, sarebbe popolato più dai fantasmi amministrativi che da migranti reali. Ma questo è un altro capitolo. Resta il fatto che, esaurite le idee, si sia arrivati a tassare perfino le catenine della Prima Comunione. Io, lo ammetto, ero partito con l’intenzione di scrivere un articolo serio. Mi sono documentato, davvero. Ma ogni volta che cercavo un argomento razionale, una logica, una motivazione che non fosse grottesca, mi veniva da ridere. O da piangere. O da nascondere la mia catenina in tasca, per paura che durante un controllo stradale mi venisse chiesta la dichiarazione della mamma defunta e il certificato del parroco del giorno della Cresima. Poi mi sono detto: sono io lo sciocco a immaginare tali scenari? O è sciocco chi li rende plausibili?

Perché il punto non è essere d’accordo o meno con una legge. Il punto è capirla, intravedere almeno la logica di fondo, avere un appiglio per articolare un ragionamento coerente. Qui, semplicemente, non c’è. O, se c’è, si è nascosto anche lui nel comodino. E così torno al titolo che, alla fine, è l’unica certezza in questa storia: Che sorga l’oro. Ma da dove? Dal comodino della nonna.

Quanti di noi, al momento del suo trapasso, hanno trovato una medaglietta d’oro infilata tra le pagine del Vangelo sul comò? E chi avrebbe mai pensato che un giorno potesse diventare materia da Agenzia delle Entrate?