Il Fondo

Chiacchiere e distintivo

La prima volta che scrissi su Mondoperaio fu nel 1975. Era appena stata approvata l’epocale riforma della Rai che trasferiva dal governo al Parlamento il controllo dell’ente, e con la quale cominciava la pratica della “lottizzazione”: termine che aveva inventato l’anno prima Alberto Ronchey per definire la spartizione fra i partiti delle cariche in seno agli enti pubblici.
Ero più o meno l’ultima ruota del carro, non essendo parlamentare, non avendo titoli accademici, ed essendo per giunta approdato al Psi da soli tre anni: inoltre non mi ero mai occupato di Rai. Ma proprio per questo Coen chiese a me di commentare (e difendere) la legge: infatti nessun altro voleva farlo.
Col senno di poi potrei andare avanti per tutto l’articolo: per ricordare quanto rapidamente i nostri compagni poi superarono quella ritrosia; ed anche per osservare che per i democristiani i “lottizzati” erano sempre gli altri, cioè quelli che grazie al centro-sinistra avevano intaccato il loro monopolio.
Invece l’episodio mi è tornato in mente leggendo delle nomine varate dal governo giallo-rosso: se non altro perché già allora – quarantacinque anni fa – avevo saputo tenermi alla larga dal moralismo. Per cui – vergin di servo encomio e di codardo oltraggio – ora posso cercare di commentare l’accaduto senza eccessiva retorica.
Mi astengo da considerazioni di bon ton: benché neanche Massimiliano Cencelli si sarebbe sognato di allestire un’infornata del genere in un periodo in cui siamo tutti reclusi per via del corona virus. Il problema è un altro, e riguarda la classe dirigente.
I grillini hanno fatto man bassa di presidenze: chiacchiere e distintivo, avrebbe detto Al Capone. La ditta Pd ha invece badato alla roba, avrebbe detto Rosso Malpelo. Ma nessuno ha preso in considerazione qualche esigenza di cambiamento strategico: benché siamo alla vigilia di una fase in cui il ruolo della mano pubblica sarà determinante per il rilancio dell’economia.
Intanto siamo alle prese con la fuga sulle rive del Mississippi del mitico Parisi (quello che avrebbe dovuto combinare reddito di cittadinanza e politiche attive del lavoro), mentre va in tilt il portale dell’Inps, guidato dall’altrettanto mitico Tridico. E non c’è ministro o sottosegretario che non abbia insediato una sua task force inzeppata di esperti veri o presunti.
Torno all’inizio dell’articolo. Allora, con la lottizzazione, portammo in Rai Massimo Fichera ed Andrea Barbato, Sandro Curzi ed Angelo Guglielmi. Adesso dobbiamo accontentarci degli scarti della giunta Raggi e tenerci ben stretto un management buono per tutte le stagioni: o gran bontà de’ cavalieri antiqui.
Luigi Covatta