Opinioni e commenti

Ciao Gianfranco

Bologna ti ha dato molto e tu gli hai restituito moltissimo, grazie Gianfranco. Questo voglio
dire alla mia città espressione dell’eccellenza produttiva nel settore delle due ruote. Entrato
in un periodo buio della Ducati, nel 1985 vennero prodotti 300 veicoli, saliranno a 21000
nell’ultimo anno della sua gestione nei primi anni ‘90, un vero miracolo determinato da tre
fattori: la competenza e la passione sua e del fratello Claudio, l’appoggio del Sindacato che
vide salvaguardata l’occupazione e un accordo che portò le 35 ore ai turnisti dopo anni di
attesa, la valorizzazione della Pantah da parte dell’ing.Scandellari che evitò che Ducati
entrasse, e rimanesse, nell’orbita del VM Group: un satellite, dunque, di quel pianeta.
Sulla salvaguardia della produzione motociclistica si realizzò fra le maestranze Ducati un
blocco che andava dal consiglio di fabbrica ai sindacati e nel versante politico dalle
componenti democristiane al PCI e al PSI, presenti storicamente con le rispettive sezioni, e
di qui si prolungava alla Sinistra più radicale. La ricostruzione fu una sfida vinta insieme
senza che nessuno rinunciasse alle proprie prerogative, idee e funzioni, unendo le diverse
componenti dell’impresa: chissà se questo fatto può insegnare qualcosa a tutti, oggi in
Italia. E non erano gli anni’80 del secolo scorso anni facili, dopo i difficili anni di piombo.
La mancanza di un adeguato sostegno del credito a questa come ad altre imprese eccellenti
la portò in seguito sotto una gestione finanziaria dove il solo profitto era posto al centro del
suo agire e solo dopo un lungo periodo di decadenza riprenderà un ciclo di grande sviluppo
con l’arrivo del gruppo Audi Volkswagen. Indimenticabile rimane per me l’incontro
sindacale a Schiranna, presenti Gianfranco Parenti della Fiom e Gilberto Berzeri per la Fim
nel 1985 prima dell’inizio di questa avventura in cui i fratelli Castiglioni ci dissero “venite e
vedete”. Perchè non si può mentire ai propri occhi: iniziò così il risorgere di Ducati, da un
grande buio con le poche luci sopra dette. I Socialisti bolognesi non lo scorderanno mai.

 

Paolo Sartori
Dipartimento Lavoro PSI Bologna