Il Fondo

Con Merkel non avremmo avuto la guerra in casa

ANGELA MERKEL

Londra e Parigi fremono all’idea di mandare soldati a Kiev. Il Regno Unito, dal canto suo, sembra deciso a fare ciò che vuole con il proprio arsenale nucleare tattico, pronto a diffondere radiazioni letali ovunque soffi il vento: si dice che ne possieda oltre 300. Per usare un eufemismo, 300 volte Hiroshima e Nagasaki. Sempre che i Paesi colpiti, nel rispetto di re Carlo, decidano di chinare il capo e respirare a pieni polmoni i “fumi” inglesi, per non dispiacere alla “corona”. Se vogliono giocare alla guerra con la Russia, al suono delle cornamuse, facciano pure. Intanto il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore britannico a Mosca, Nigel Casey.

Chi invece non ha piena libertà di azione è la Francia, almeno finché resterà parte integrante del “banchetto” europeo. Se mai dovesse scegliere una “Fraxit” sul modello inglese, versando all’Unione Europea decine di miliardi come buona uscita, allora sarebbe una storia diversa. Ma è curioso osservare come Biden autorizzi Zelensky a lanciare missili a lungo raggio sul territorio russo, e Macron lo segua a ruota pochi minuti dopo. È questo il modo di agire di un Paese membro dell’Unione Europea, scimmiottando le decisioni americane? Noi, Stati dell’Unione sprovvisti di armi nucleari, dovremmo forse pagarne le conseguenze, subendo eventuali ritorsioni russe, solo perché il presidente francese teme di perdere le prossime elezioni? Certo, la Francia ha il “vizietto” del protagonismo; ma perché il raffinato Emmanuel dovrebbe imitare un predecessore tanto discusso come Sarkozy? Ricordiamo tutti la sua fretta nell’attaccare la Libia, anticipando gli alleati, Italia inclusa. La guerra tra Russia e Ucraina dovrebbe tornare sotto il controllo esclusivo della diplomazia europea. Se la situazione sfuggisse di mano – vedi i missili a lungo raggio forniti da Biden e la smania di protagonismo di Londra e Parigi – le conseguenze ricadrebbero prima di tutto su di noi. Questo dovrebbe essere il primo atto concreto del neonato Governo Europeo, che è operativo solo da poche ore anche a causa delle turbolenze legate al caso Fitto. L’Europa deve agire in anticipo, prima che gli interessi di Paesi extraeuropei, già proiettati verso il business della ricostruzione postbellica dell’Ucraina, prendano il sopravvento.

Se un decennio fa avessimo dato ascolto alla Signora Merkel invece di seguire la linea americana, Kiev, dopo gli accordi di Minsk, sarebbe passata sotto la protezione dell’Europa. Certo, la Germania avrebbe probabilmente scavalcato la Francia e piegato l’Ucraina ai propri interessi…forse è per questo che, anni prima, non la volle nella NATO! Con il senno di poi, chi avremmo dovuto temere di più? I teutonici o gli americani, che con il loro vigore finanziario frenarono lo strapotere economico tedesco? Una cosa è certa: con Angela Merkel, oggi non avremmo la guerra in casa. L’invasione russa inizia a Charkiv dopo le sue dimissioni.