Il Fondo

Condanna e sdegno totale

Un Paese guidato da un autocrate , sospetto mandante di omicidi di oppositori e giornalisti, che costantemente incarcera oppositori e magnati per incamerarne le ricchezze, aggredisce un Paese riconosciuto dall’ONU, che cerca tra mille difficoltà una strada per la democrazia, con bombardamenti violenti. Cosa ci si può aspettare? Una immediata condanna e uno sdegno totale, invece con grande (ma mica tanto ) sorpresa si sollevano una serie di giustificazioni, si accusa il Paese aggredito, si tirano in ballo gli USA aggressivi, tutti diventano esperti di geopolitica e si mantengono in una neutralità che di fatto aiuta l’aggressore.
Naturalmente non parlo dei commenti più o meno banali delle forze politiche o delle risposte scontate e deboli di una UE che fatica sempre a trovare una identità, ma di una opinione pubblica fatta anche di giornalisti e di maitre a penser, intellettuali, politici di seconda fila e molte persone.
Un fenomeno questo che va analizzato e cercato di comprendere.
Ora nessuno nega la complessità della situazione geopolitica, ne gli storici rapporti e dissapori tra i “piccoli russi” come venivano chiamati gli ucraini e la grande madre patria russa, senza risalire ai tempi della Rossija nata a Kiev prima che a Mosca e a tutte le vicende storiche che hanno coinvolto peraltro tutti i popoli europei, basta andare ai tempi recenti della rivoluzione bolscevica quando la Repubblica Popolare di Ucraina fu l’epicentro della Russia Bianca provocando la successiva vendetta di Stalin che fece letteralmente morire di fame i contadini ucraini e i tentativi nazisti peraltro maldestri di sollevare la popolazione ucraina contro Stalin.
Storie intrecciate che avrebbero consigliato una certa moderazione e prudenza a UE, NATO e USA nell’approcciare il nuovo Stato finalmente libero dopo la dissoluzione dell’URSS, anche se non vanno dimenticati i trattati sottoscritti dalla Russia di Eltsin che prevedevano un approccio amichevole NATO Russia.
Prudenza che forse non c’è stata e che potrebbe valere la pena di analizzare per misurare la pochezza della classe dirigente europea e la mancanza di una strategia politica.
Sicuramente le umiliazioni subite dai fratelli ortodossi serbi con la guerra e il riconoscimento del Kosovo pesano.
Ma tutto questo giustifica l’ondata di neutralità e simpatia nei confronti di Putin?
Quali sono i filoni filo putiniani?
Partiamo da quello più evidente, la componente di destra che vede in Putin un uomo forte, un leader carismatico che conserva i valori classici di Dio, Patria e Famiglia , sembra una banalità , ma è una componente in Italia presente che vede i modi duri e spicci di Putin come quelli di un vero leader, un uomo che come lui ha detto (sic.) prende ordini solo da Dio.
C’è un’altra componente facilmente individuabile ed è la sinistra complottista antiamericana, quella che vede sempre lo zampino malefico dell’Occidente demonizzato nelle veste degli Yankee che se intervengono sono criminali, se non intervengono sono dei vili affaristi. Quindi Putin vittima della aggressività americana, che comanda il mondo muovendo pupazzi al loro ordine, ora al netto dei grossi errori e a volte orrori statunitensi è sicuramente una visione grossolana e preconcetta che è alimentata da una cultura di odio per il mondo liberale, un odio per un mondo ricco, gaudente , una visione dove la visione cattolica integralista ha un suo ruolo.
Naturalmente tutte queste visioni mettono insieme cose vere, cose verosimili e cose grossolanamente false, ma concorrono a costruire una visione edulcorata di Putin e diabolica dell’Occidente.
C’è poi una terza componente che è probabilmente maggioritaria e che riguarda le persone che hanno ancora paradigmi novecenteschi dove il mondo è immobile in aree di influenze, chi ha avuto fortuna di stare nel mondo giusto non vuole che chi è nel mondo sbagliato si agiti, perché questo potrebbe minare la propria sicurezza, la propria ricchezza, la propria libertà, siamo al nuovo morire per Kiev? Che riecheggia il morire per Danzica? Solo che questa volta è ancora più modesto: soffrire il freddo, pagare bollette care per Kiev? Ecco quindi che chi vuole rompere equilibri, aree di influenza è un provocatore che non sa stare al proprio posto.
A tutto questo aggiungiamo l’investimento miliardario di Putin in Occidente, la City di Londra che vive dei soldi degli oligarchi russi, le decine di uomini politici europei che siedono nei board di compagnie russe (a proposito l’unico che si è prontamente dimesso è stato Renzi), gli investimenti sulla Brexit, i finanziamenti a partiti, la UEFA finanziata da GazProm (e il calcio non si tocca) per non parlare della giusta preoccupazione per l’energia e gli interscambi commerciali (il grano russo con cui facciamo la pasta!).
Questo insieme di cose ha creato il fenomeno di una inattesa (ma non poi cosi tanto) giustificazione delle mosse di Putin e una serie di definizioni (pagliaccio, burattino etc.) nei confronti di un Presidente ucraino eletto al ballottaggio col 73% dei voti che rischia la vita nella sua capitale.
Ora ricapitoliamo le mosse ultime di Putin: invasione de facto della Bielorussia, colpo di Stato in Kazakistan, discorso un cui rivendica l’eredità, più che sovietica, zarista, minaccia implicita dell’uso della atomica, ma davvero non dobbiamo preoccuparci di questo uomo? Un uomo che ha fatto arrestare in un giorno 1800 persone che pacificamente manifestavano in Russia contro la guerra.
In questo momento quindi la prima cosa è dire le cose come stanno, l’aggressore criminale che scatena una guerra ha un nome e cognome: Putin, le diplomazie occidentali hanno colpe: certo ma di miopia , l’opinione pubblica è manipolabile : si e con grande facilità.
La NATO si è mossa con fare maldestro e supponente: certo e si porrà una revisione della catena di comando.
Ma ripetiamolo: tutto questo non giustifica assolutamente la vile aggressione di Putin (non parlo mai di aggressione russa, perché non so quanto questa volta il popolo sia veramente con il suo despota)
Quindi? È importante costruire una Europa Unita che abbia una visione strategica, una forza militare, una autonomia tecnologica ed energetica (sei anni per autorizzare un impianto di energia alternativa, blocco dell’estrazione del biometano, le follie italiane) e soprattutto una anima, non si può dire che Turchia è Europa e Ucraina no.
Una Russia aggressiva (Karaganov consigliere di Putin teorizza una politica distruttiva/costruttiva) una Cina che è padrona di mezza Africa, che sta entrando in Sud America, che minaccia Taiwan, che produce l’80% delle componenti di microchip, presuppongono una Europa unica, forte, con visione lungimirante e soprattutto una opinione pubblica cosciente e informata, fu l’indifferenza egoistica e ignorante che creò i presupposti della seconda guerra mondiale, è tempo di non barcamenarsi e sapere indicare il pericolo, nel 2006 Politkovskaja ci aveva avvertito, ora non può più.

 

Alessandro Palumbo
Presidente Centro Studi Morris Ghezzi