Passiamo dalle carte bollate alla politica. E approfittiamo di un congresso resosi necessario dopo la sospensiva degli organi di Salerno per lanciare messaggi chiari. Venite tutti, nessuno escluso. Chi vuol stare fuori pensi alla sua solitudine e al significato del distacco dalla nostra comunità. Coloro che ci hanno abbandonato si sono persi verso approdi illusori e fallimentari. Tenetelo presente. Ci sono tante cose da migliorare e anche da cambiare nel nostro piccolo partito. Non ci sono tabù inviolabili. L’unica condizione che non possiamo accettare è di violare le regole e di svolgere un congresso che non tenga conto degli iscritti, come pare chiedano alcuni compagni che sulla supposta violazione delle regole hanno costruito la loro identità.
Ancora non è stata fissata la data del congresso, ma alcune risposte chiare mi sento di darle. Noi siamo stati oggetto di un duro attacco, non politico, ma addirittura giudiziario, da parte di qualche esponente, non di Bobo Craxi, col chiaro intento di danneggiare, se non demolire quel che stiamo faticosamente custodendo. Questo è avvenuto di concerto con chi ci ha lasciato, assieme alla poltrona acquisita grazie a noi, è approdato altrove e ci ha pubblicamente manifestato ostilità e derisione. Non si potrà pensare che a fronte di un tale tentativo si offra sul piatto d’argento qualche qualificata e agognata testa. In una situazione di belligeranza i paesi non cambiano i presidenti. In pace tutto può avvenire. Che ci siano compagni che lanciano addirittura l’idea delle primarie mi pare un po’ grottesco. Ma come? Perfino il Pd che le ha praticate con confusa superficialità adesso pare intenzionato a far macchina indietro e noi dovremmo invece inaugurarle, in barba al nostro statuto e alla nostra storia?
Ma è giusto, come accade per le primarie, dare gli stessi diritti agli iscritti e ai non iscritti? E chi tra i non iscritti dovrebbe avere diritto di voto? I socialisti, si dice, tutti i socialisti. E qui si entra nel mare magnum della vexata quaestio sul significato che si attribuisce alla parola. Socialisti quali? Il Pd è un partito del socialismo europeo. Invitiamo anche loro? No, si precisa, anzi il Pd è il partito dal quale bisogna prendere le distanze. E allora per socialisti si intendono coloro che hanno fatto parte del vecchio Psi ventidue anni fa? Cioè un lasso di tempo più lungo di quello coperto dal passato regime. Non è credibile un’idea del genere, no? Anche perché dovremmo costruire un partito di ultra sessantenni, e magari cooptare qualche loro affettuoso figliolo.
Si pensa che attorno a noi, anzi fuori da noi, questa sarebbe l’ultima scoperta dei nostri, si agitano masse di socialisti che vorrebbero far parte del Psi, ma che ne sono stati respinti non si capisce da chi e perché. E di più. Pare che l’ostacolo maggiore al rilancio del Psi sia il suo gruppo dirigente, del quale, fino a un paio di anni fa facevano parte anche gli attuali contestatori, con risultati del partito che non erano certo superiori a quelli conseguiti dopo il loro Aventino. Ma prendiamo anche per buona l’idea che fuori dal Psi ci sia una realtà che bussa alle nostre porte senza trovare ascolto. Perché allora questa realtà non ha, se non in minima parte, risposto alla disponibilità sancita già a Salerno di aprire i nostri organismi provinciali, regionali, nazionali, a rappresentanti di club, associazioni, movimenti di ispirazione socialista?
Questa proposta manterremo ferma anche al prossimo congresso e verificheremo se davvero dinnanzi alla porta si è assiepato un più numeroso nugolo di socialisti. Sappiamo bene che il Psi non è il vecchio Psi, che è una comunità piccola con una grande storia e l’ambizione di rilanciarsi attraverso un’aggregazione non più identitaria come inducono a far pensare i nostri dissidenti che lanciano l’idea di liste socialiste, solo socialiste, alle prossime elezioni. E questo pare francamente curioso e contraddittorio. Curioso perché l’idea di superare da soli l’attuale sbarramento al 3 per cento (addirittura al 4 nel Mattarelum) è piuttosto balzana. Contraddittorio perché quando lo sbarramento era praticamente inesistente gli stessi si sono opposti, tranne una sola eccezione, alla presentazione del simbolo del nostro partito.
Restiamo fermi alla proposta di un’intesa socialista, radicale ed ecologista, che già avevamo lanciato in chiave di moderno liberalsocialismo al congresso di Salerno. Su questa ci confronteremo all’interno del partito e all’esterno. So già che qualcuno pensa che questa altro non sia che una boutade che si dimostrerà irreale e che poi si faranno altri accordi per garantire qualche nostra presenza in Parlamento. Su questo voglio essere altrettanto chiaro. Il Psi non farà come nel 2013 (io su questo confermerei come allora la mia contrarietà). Abbiamo in mente, anche il segretario la pensa così e sta operando in questa direzione, di partecipare alle prossime elezioni, qualsiasi sia il contesto proporzionale che scaturirà dalla nuova legge. Dateci una mano, dunque. Coraggio, venite…