Ad un terzo delle persone ospedalizzate che hanno contratto il Covid sembra occorra la riabilitazione…anche mentale! Sono pochi però i pazienti che ottengono assistenza. La disabilità che permane per lungo tempo non riguarda solo i polmoni od il sistema neuromuscolare, ma anche la psiche con disturbi di ansia e depressione. Nonostante la ricerca abbia fatto passi da gigante il Covid riserva ancora molti misteri. Tuttavia, come precisa l’European Respiratory Society, la riabilitazione resta fondamentale, purché sia precoce, personalizzata e con il coinvolgimento di esperti di diverse aree. Circa un paziente su tre ricoverato per Covid, infatti, necessita di cure riabilitative dopo le dimissioni dalle strutture sanitarie, siano queste di tipo respiratorio, neurologico o psicologico. Ci spiace constatare che questi pazienti siano davvero pochi…un po’ come fossero degli ‘eletti’ o ‘sorteggiati’! Tali dati risultano da una recente ricerca effettuata negli Istituti Clinico Scientifici Maugeri da cui emerge che su circa 8.000 pazienti accolti in tutta Italia, circa il 30% dei ricoverati continua a presentare patologie dopo le dimissioni. Il long Covid è, quindi, un problema di salute pubblica globale sostanziale; con gravi conseguenze per i soggetti colpiti. La disabilità che permane in molte persone dopo la fase acuta del Covid-19 non riguarda solo i polmoni, ma anche il cuore, il sistema neuromuscolare e, appunto, patologie psicologiche: la cui frequenza pare altissima! Dunque, l’età avanzata, la presenza di più patologie associate con cui si presenta l’infezione da Sars-Cov-2 sono fattori predittivi del Long Covid. Ma gli studiosi ci mettono in guardia anche dalla possibilità che difficoltà respiratorie e di vita possano riguardare anche pazienti che hanno avuto un’infezione non severa! La letteratura scientifica è in divenire, e molte restano le incognite!
Covid e long Covid, tutto pare non finire mai