Opinioni e commenti

Dare atto a Sala sulla attualità della Costituente

Come non dare atto a Sala, Sindaco di Milano, di traguardare lontano oltre la pandemia del corona virus proprio per creare le condizioni istituzionali che favoriscano la ripresa? Chi altro l’ha fatto? L’on Ceccanti ha apprezzato gli intenti ma ritenuto sbagliato lo strumento. Siccome quello dello strumento è un punto pregiudiziale, ritengo che abbia ragione Sala ma l’intervento critico di Ceccanti ci aiuti a collocarlo sui giusti binari per sortirne gli effetti auspicati. E il giusto binario è proprio quello del ricorso all’Assemblea costituente. Dopo oltre trent’anni di tentativi per via parlamentare, specie bicamerali, abbiamo dovuto constatare che quella strada è proibitiva perché regolarmente il cumulo dei compiti ordinari di legislatura e quelli costituenti, interferendo tra loro, vedono soccombere quelli costituenti alle logiche degli equilibri di governo.

Percepii l’impercorribilità della strada parlamentare e proposi al segretario PD appena eletto, Walter Veltroni, di cogliere l’occasione della tornata elettorale europea per abbinare l’elezione dei membri della Costituente con molti dati positivi: senza costi aggiuntivi, con un proporzionale analogo a quello per le europee, con l’apporto di tutti senza intese preventive se non sui punti su cui avviare il confronto, sancendo l’incompatibilità dei suoi membri con i compiti parlamentari, con quelli di governo e sottogoverrno e durata massima dei lavori per due anni salvo proroghe. A Ceccanti un anno per il varo dell’Assemblea Costituente pare un’eternità (l’altra allo stato attuale non esiste) ma non è sfiorato dal dubbio che, rifiutandosi i grillini ad una conta anticipata, negativa prima di quella nazionale, nulla osterebbe a misurarsi nell’abbinamento su di un campo largo come quello auspicato da Sala per riportare ad un riequilibrio complessivo tra i poteri dello stato, specie dopo la scossa della pandemia. L’occasione si presterebbe ad un riesame della violenza discriminatoria usata nel taglio dei parlamentari senza un criterio di media europea che salvaguardi la democrazia rappresentativa.

E giacchè ci siamo e il proponente è Sala, abbattere la barriera istituzionale che impedisce, quando occorra, che Sindaci e Presidenti, possano assumere maggiori responsabilità senza che l’abbandono dell’incarico comporti la ghigliottina della rispettiva Assemblea elettiva. In tutte le strutture istituzionali di tipo federativo l’osmosi di classe dirigente dal basso verso l’alto viene garantita senza toccare gli equilibri politici delle Assemblee. Come PD di Latina siamo orgogliosi del fatto che attraverso il nostro Senatore, Claudio Moscardelli, primo firmatario, nella scorsa legislatura, nel 2015,ed a fine legislatura con l’on Federico Fauttilli sulla stessa linea, è stata presentata la stessa proposta di legge che per i Sindaci ed i Presidenti di province e regioni, sia introdotto la misura americana dell’elezione di un ticket che eviti lo scioglimento automatico dell’Assemblea elettiva, introducendo grazie al ticket la diversità di genere tra i due, quella stessa che su mia iniziativa ( riportata su atti Senato) grazie ai senatori Maria Pia Garavaglia e Di Giovanpaolo ed alla Camera grazie all’on.Sesa Amici, tutti PD primi firmatari, ha introdotto nei comuni la doppia preferenza purchè di di genere diverso, dopo averlo introdotto a tutti i livelli nel partito.

sbagliato lo strumento: per il costituzionalista Dem Stefano Ceccanti, «il problema di quali istituzioni dotarsi dopo la crisi, è un tema serissimo su cui riflettere, perché sotto lo stress dell’emergenza si sono rivelati alcuni fattori strutturali di debolezza che vanno superati». Insomma, «al di là degli strumenti, personalmente eviterei di tirare in ballo Costituenti che solo per essere istituite e votate avrebbero bisogno di 1 o 2 anni per partire, è evidente che l’emergenza ha rivelato una serie di problemi sugli assetti costituzionali che non possono essere ignorati. Dai rapporti centro-periferia con l’assenza della clausola di supremazia e di un luogo chiaro di cooperazione riconosciuto in Costituzione, alle modalità di lavoro del Parlamento e alle prospettive durata del governo: questi problemi dovrebbero essere affrontati con grande capacità di innovazione, il più possibile concorde. Non dovremmo ritornare puramente e semplicemente a quello che c’era prima».