Il riformismo, nelle scienze politiche, è una metodologia politica che, si oppone sia alla rivoluzione sia al conservatorismo, opera all’interno delle istituzioni, al fine di modificare l’ordinamento politico, economico e sociale esistente attraverso l’attuazione di organiche, ma graduali riforme. Gli esponenti più significativi del riformismo italiano del novecento sono stati Filippo Turati, Claudio Treves, Giacomo Matteotti, Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli, Bruno Buozzi, Giuseppe Saragat e Bettino Craxi. Negli anni ’60 e ’70 del XX secolo chi si dichiarava e si professava “riformista” ed addirittura lo applicava nella vita dello Stato veniva, spesso e volentieri, accusato e messo all’indice dai comunisti e loro affiliati. Altre volte, purtroppo, finiva sul libro nero per essere gambizzato o anche ucciso. Da 30 anni in qua si autodefiniscono tutti riformisti da Berlusconi nel 1994, per passare a Prodi, D’Alema, Amato, Dini, Ciampi, Letta, Renzi e Gentiloni fino a giungere a Giuseppi Conte e Meloni. Ma quali riforme abbiano adottato non è dato sapere. I veri riformisti Giacomo Brodolini, Riccardo Lombardi, Giacomo Mancini, Bettino Craxi ecc. che avevano rivoltato con gradualità le istituzioni dello stivale come lo Statuto dei Lavoratori, la nazionalizzazione dell’energia elettrica e l’avvio di quella nucleare, l’aborto, il divorzio, un sano e costituzionale regionalismo e tant’altro sono stati cassati dalla storia italica o criminalizzati.
L’unica tipologia di “riformismo al contrario” è stata tenuta da tutti i governi degli ultimi 30 anni comprimendo i redditi da lavoro dipendente con la riduzione dei costi sul lavoro ed aumentando, anche a dismisura, le nicchie del capitalismo nostrano per non parlare dei grandi gruppi internazionali.
Oggi sotto le bandiere di un falso riformismo di tutti ci troviamo con la Francia che, attraverso la sua magistratura, dice no all’estradizione perchè applica la teoria nazionale di Mitterand o di De Gaulle. La cosa per loro è indifferente, in quanto per entrambi vale la difesa degli interessi nazionali. Certe cose si risolvono in altro modo, per fare i nostri interessi nazionali bastava che, qualcuno dei sedicenti riformisti prima elencati, avrebbe potuto, ad esempio, attuare la tecnica riservata ad Eichmann. Apprendiamo che col PNRR si è speso solo il 6% dei 191 miliardi messi a disposizione dall’UE. Nel frattempo, in perfetto stile anti interesse nazionale la Corte dei Conti, l’Anac, i Sindacati, le Procure, l’Antimafia e chi più ne ha più ne metta professano la vecchia religione che richiede la botte piena e la moglie ubriaca. Siamo diventati un Paese alla Raggi che disse no alle olimpiadi a Roma per paura della corruzione e se qualcuno cercherà di snellire procedure con atti decisionali per non perdere l’ultimo treno per Yuma ci sarà la fila nei talk show tv e sulla stampa per dire che qualcuno vuole agevolare mafia e dintorni. I veri riformisti elaborano e poi “decidono” correndo qualche rischio ma per evitarli adottano il “controllo”, ma chi esercita oggi il controllo a partire da quello sul territorio? La risposta sta nella foto di copertina a cui qualche sedicente riformista risponderà che la causa è la mancanza di personale cosa tutta da dimostrare visto l’esorbitante numero di polizie esistenti. Per cui l’Italia è ora nel mirino dei falchi del nord Europa, capitanati dal premier olandese e dietro ai quali se ne celano altri più grandi, per cui se non riusciremo ad investire e spendere quanto dato col PNRR si preparano a banchettarci.
Nel frattempo il sistema bancario mondiale è su un nuovo punto di collasso basti guardare a Deutsche Bank, Silicon Valley Bank, Credit Suisse ecc. la differenza sta, ancora una volta, nel fatto che come la banca tedesca va in forte fibrillazione la BCE con la Lagarde esce immediatamente allo scoperto “minacciando” la draghiana “Whatever it takes” ovvero “Costi quel che costi”. La differenza non di poco conto sta nel fatto che Mario Draghi la minacciò per salvare la moneta unica dell’euro da processi di speculazione in atto e non per una singola banca tedesca. C’è un abisso di differenza.
Per i Fondi di coesione 2014-2020 dell’UE è stata certificata una spesa al 31.12 2022 pari a 35,02 miliardi di euro che ha raggiunto appena il 53,99 % del totale delle risorse programmate in 7 anni e con procedimenti già noti e rodati. Da questo dato emerge la nostra incapacità di spesa per investimenti.
Tutto ciò si lega al professor Bassanini che, con una sciagurata legge, degli anni ’90 passò tutto il potere reale dagli eletti ai dirigenti e funzionari pubblici, la tanto criticata “burocrazia” che regna incontrastata dai ministeri fino al più piccolo dei comuni. Spesso va detto, a loro discolpa, perseguitati dalla Repubblica delle Procure che hanno il reale potere su tutto lo stivale e decidono chi, come e quando rinviare a giudizio. Fra il ’92 ed il ’94 qualcuno, come lo scrivente, faceva notare che lo scalzare la “politica” avrebbe reso gli stessi problemi a chi applaudiva in quel biennio maledetto ai procuratori.
Per i migranti problema ultra decennale nessun governo, negli ultimi 30 anni, è stato in grado di risolverlo mentre Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania e Turchia l’hanno risolto applicando buon senso ed interessi nazionali. Basti guardare il politicamente corretto Biden, a mo’ di esempio, nel nuovo accordo migratorio tra USA-Canada ed USA-Messico, destinato a fermare il flusso dei richiedenti asilo a causa degli attraversamenti di frontiera non ufficiali, entrato in vigore la scorsa settimana. L’accordo annunciato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e dal primo ministro canadese Justin Trudeau mira a impedire che decine di migliaia di immigrati da tutto il mondo si spostino tra i paesi in cerca di asilo senza passare attraverso i canali ufficiali. Per anni i migranti che passavano in Canada prevenienti dagli USA sono stati autorizzati a rimanere sul suolo nazionale. Adesso i controlli saranno intensificati e cambierà la tolleranza verso questi casi. Lo stesso dicasi per il fronte sud da dove passavano gli emigranti provenienti dal Centro e sud America.
Poi abbiamo l’Irlanda che accusa il vino di provocare il cancro, il Financial Times che smonta i miti culinari del Bel Paese e della dieta mediterranea affermando che quei piatti sono “fake” servendosi di un sedicente italiano: Alberto Grandi, pare che sia docente di Storia dell’alimentazione, il quale ha asserito che il vero parmigiano è del Wisconsin e che la carbonara è americana, stessa sorte al panettone e al tiramisù.
Nel frattempo è stato legalizzato l’uso delle farine di insetti e carni sintetiche.
Approvato il divieto di vendita per le auto a combustione con accordo di salvaguardia fra l’UE e la Germania. Dando un’occhiata a Sanità, pronto soccorso e prenotazioni la situazione è, a dir poco, sconfortante e per carità di patria ci si ferma qui.
L’auspicio è che capiscano tutti che continuando ad accapigliarsi all’interno su tutto e non mettendo davanti ad ogni altra cosa l’interesse degli italiani finiremo nel burrone dal quale non se ne uscirà. Non è e non vuole essere un appello nazionalista, tutt’altro. Io non accusa Francia, Germania, USA, Gran Bretagna, Spagna e tanti altri Paesi ma la sedicente classe dirigente italiana che in 30 anni ha quasi bruciato tutto litigando in casa ed andando a chiedere la benedizione al principe straniero di turno. Se vogliamo evitarlo, facciano spazio a quei pochi veri riformisti sopravvissuti.