Arte

Fino a martedì l’Asiatica Film Festival in streaming

Nei momenti bui come quello in cui ci troviamo la cultura non dovrebbe essere considerata un bene accessorio. Al contrario: è proprio nelle fasi più critiche della civiltà che essa dispiega pienamente le sue potenzialità liberatrici. La pensano così i promotori dell’Asiatica Film Festival – Incontri con il cinema asiatico, organizzato da Joint Cultural Initiatives, che nonostante il periodo scelgono di andare avanti e di resistere. La XXI edizione del festival diretto da Italo e Giacomo Spinelli si terrà dunque in streaming, sul sito di MYmovies.it, da oggi al prossimo 22 dicembre. Il programma è ricco di opere interessanti, con venti film tra lungometraggi, cortometraggi e documentari da quindici paesi diversi. Dopo l’ormai consueto appuntamento con “Flowers of Taiwan”, l’isola di Formosa sarà al centro di un nuovo documentario dal titolo “Whale Island”, di Chia-Chun Huang, indagine sull’oceano e sui suoi significati anche antropologici. Sempre all’acqua – in questo caso al fiume Mekong – sarà dedicato “Mekong 2030”, film collettivo composto da cortometraggi girati in Laos, Cambogia, Vietnam, Thailandia e Myanmar. Della regista cinese Zheng Lu Xinyuan vedremo il lungometraggio “The Cloud in Her Room”, vincitore del Tiger Award al Festival di Rotterdam, storia del ritorno della ventiduenne Muzi nella città di Hangzhou. Dall’Indonesia vedremo due film. Il primo, “Everyday is a Lullaby” di Putra Tuta è la storia di uno sceneggiatore alle prese con un blocco creativo; il secondo, “A Boarding School” di Shalanuddin Siregar, è un documentario ambientato in una scuola coranica.

Dalla Thailandia ci sarà “Where We Belong” di Kongdej Jaturanrasmee, racconto di una ragazza in procinto di lasciare il Paese e di emigrare in Finlandia, mentre dall’Asia centrale vedremo “Dark, Dark Man” del kazako Adilkan Yerzakov, intreccio a sfondo poliziesco sulla morte di un ragazzo in un villaggio, e “Colourless Dream”, del regista uzbeko Ayub Shahobiddinov, storia del rientro in società di una donna dopo 17 anni di carcere.
Il cinema indiano sarà rappresentato da due lungometraggi: “Can Neither Be Here Nor Journey Beyond” di Girish Kasaravalli, ambientato tra gli anni Sessanta e oggi, sulla ricerca di libertà di due ragazzini; e poi “Debris of Desire” di Indranil Roychowdhury, che racconta le vicende di una prostituta e di due criminali nel contesto di Calcutta.
Ci sarà infine una selezione di cortometraggi provenienti da Singapore, Filippine, Malaysia, Thailandia, Vietnam; e un’altra proveniente da Libano, Tunisia, Egitto.
Al termine del Festival verranno assegnati il Premio Città di Roma per il Miglior lungometraggio in concorso, il Premio NETPAC (Network for Promotion of Asian Cinema) e un premio del pubblico.
Con 9,90 euro sarà possibile acquistare un accredito generale per accedere a tutti i film.

 

Giulio Laroni