Chi sono questi israeliani che hanno messo sotto scacco il mondo. Conflitti, invasioni, prepotenze e guerre civili non sono mancati nella storia recente, ma raramente si è assistito ad un intreccio di poteri tanto forti quanto pericolosi. Verrebbe quasi da pensare che in quella striscia di terra si trovi la più grande riserva aurea del pianeta, vista la quantità di interessi globali in gioco. Al punto che persino Putin chiama Trump per congratularsi del suo piano di pace. A Gaza continuano ad accadere fatti che sfidano ogni logica. Ci raccontano che tutto ruota attorno al rilascio, con il massimo rispetto, di pochi ostaggi, alcuni dei quali già deceduti. La storia non ricorda una vendetta tanto prolungata e sproporzionata, nei numeri e nel tempo. Sapremo solo nei libri futuri se i morti saranno stati settantamila o duecentomila, perché le notizie le scrivono sempre i vincitori. Parliamo di una città, e del tratto di mare che le sta di fronte. Eppure otto miliardi di persone restano inchiodate ai loro problemi mentre i rispettivi governi sembrano paralizzati, risucchiati da una questione che li sovrasta. Un paradosso. Forse sì. Ma l’Occidente sembra disposto a tutto pur di conquistare quei pochi chilometri quadrati. E allora torniamo all’inizio. Cosa c’è davvero a Gaza, rasa al suolo con i suoi abitanti cacciati come appestati. Il merito di Flotilla è proprio questo. Aver scoperchiato un vaso di Pandora. Aver sorpreso i gattopardi mentre spartivano la preda. Aver acceso i riflettori su qualcosa che, al netto delle illazioni, doveva restare segreto. Gli equipaggi e i volontari delle piccole imbarcazioni probabilmente non sapevano nulla. Ma il destino ha voluto premiare il coraggio di queste donne e di questi uomini. Sono stati loro a smascherare i bari. Quelli che si passavano le carte sotto il tavolo. Ora che tutto emerge ci dicono che il piano di Trump, Blair e Netanyahu non sarà perfetto, ma è l’unico sul tavolo. Ma il piano per chi? Non certo per restituire ai palestinesi la storia, la casa, una vita. Popolo ormai sparpagliato in decine di campi profughi, condannato a restare lì per decenni a covare odio e a redistribuirlo. È questa la strategia per combattere il terrorismo? Ma i bari se ne infischiano. Vogliono solo far saltare il banco. E il merito di aver scardinato quel gioco sporco è tutto di Flotilla. Come spesso accade, tutto è nato all’insaputa dei protagonisti che non si aspettavano tanto clamore. Loro prima di essere fermati e arrestati dalla marina israeliana volevano soltanto aiutare, in qualche modo, una popolazione ridotta alla fame e alla sete.
Flotilla ha rotto il gioco dei bari