Qualsiasi cosa accada, la Chiesa non rimarrà mai spiazzata: lo dice la storia. Il Papa è solo la continuazione di un altro Papa…e così da millenni. Il proverbio “morto un Papa, se ne fa un altro” significa che non esiste una persona tanto importante da non poter essere sostituita alla sua dipartita. Francesco, il gesuita, forte e risoluto, con la sua vecchia borsa nera di pelle e la tonaca un po’ sgualcita, si è presentato così al mondo il 13 marzo 2013, quando ha iniziato il suo pontificato. 266° papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma. Bergoglio, di cittadinanza argentina, è il primo pontefice proveniente dall’ordine religioso della Compagnia di Gesù e dal continente americano. La rivista Forbes alcuni anni fa lo classificò come il sesto uomo più potente del mondo. Il 2025 sembra segnare un cambiamento dal quale non sarà possibile tornare indietro. L’accelerazione dei fatti conosciuti sta mostrando una velocità superiore a quanto fosse stato previsto, e chi ne pagherà le spese saranno le persone più fragili. Anche la resa di Francesco era ampiamente prevista, ma non così tanto da accadere in questo particolare momento. Lo scontro al Conclave si prevede più agguerrito del solito, con i conservatori che vorranno guardare al passato e i progressisti che torneranno a proporre un papa proveniente dal continente africano. Soprattutto, la Chiesa cattolica, più di qualsiasi altro potere, perché tale è, si rende conto che il suo futuro dipende da quelle terre ricche di anime, potenzialmente in espansione costante e progressiva, le quali garantiranno un futuro al patrimonio dello spirito, vera ricchezza dell’esercito del bene che da millenni combatte armato della fede. No, in questo scenario, che vede crescere fanatismi e protagonismi a dismisura, rischiando di calpestare gli ultimi della terra, Francesco sarebbe ancora indispensabile. Invece, una bronchite precipitata in polmonite, qualunque cosa accada alla sua vita, lo mette ora fuori gioco. Ad un mondo sempre più senza riferimenti fisici, ma solo virtuali, mancherà quella figura da burbero gesuita dalla tonaca sgualcita, che con la sua borsa di pelle in mano e le scarpe nere saliva sugli aerei per evangelizzare il mondo, portando le sue parole di fede e di speranza. Lui sì, portava pace. I cinque personaggi che, secondo Forbes, lo precedono, la “pace” ben che vada la promettono. Preghiamo per il nostro Pontefice: a noi basta che rimanga in vita va bene anche a Santa Marta.
Francesco, simbolo di umiltà e di pace