Opinioni e commenti

Freddo e guerra

Anche se la televisione quasi c’illude che si tratti di un film irreale, siamo disponibili a “morir di freddo” per bloccare l’aggressione all’Ucraina? Il nel quale ci siamo rifugiati potrebbe forse funzionare se i cittadini russi-fra non molto tempo- si ribellassero alla perdita delle loro pur esigue comodità; se cioè non continuassimo a consumare (e pagare) il gas di Putin! Il consumismo sta infatti giocando un ruolo rilevante nella tragedia che-almeno sin ora- nessuna mediazione (se non autorevole, come quella dell’Onu) riesce a disinnescare. Con gli stessi sentimenti di grande solidarietà, che spesso ci suscitano gli spettacoli, assistiamo alle città bombardate, alle folle nelle metropolitane o in fuga, come se appartenessero ad altri mondi. Soprattutto da parte di chi nacque dopo il ’45 e le ha viste soltanto nell’irrealtà, queste guerre televisive sembrano potersi conciliare con il costume consumistico. Nel quale rientra forse la posizione del Capo della Cgil, secondo il quale la fornitura di armi potrebbe protrarre un’agonia inevitabile. Insomma, stiamo cambiando la nostra “morale” per non mettere in discussione le nostre comodità? Se un bimbo fosse aggredito con furia omicida, noi passeremmo dritti …limitandoci-per non ritardarne l’agonia- a minacciare il diniego di un prestito? Magari consentendo all’energumeno di continuare sia a nutrirsi che ad avvinazzarsi ? Di più, dopo l’annessione della Crimea e la guerra nel Donbass, Biden ha rassicurato che non ci sarà intervento e l’Ue che non presidierà i cieli con gl’ineguagliabili caccia, sperando così di evitare la terza guerra mondiale! S’interpellano gli psichiatri per capire se Putin sia psicopatico, ma non ci si chiede se egli (a torto o ragione) sia ormai convinto di confrontarsi con avversari imbelli! La nostra storia, quella che ha definito i Valori dai quali è nata l’idea della Democrazia, c’insegna a giudicare gli eventi ed a valutarne i possibili esiti; e ci affida dei “principi” da rispettare per prevenire guai peggiori! Chi assicura che dopo quest’ aggressione non ce ne sarebbero altre, dinnanzi alle quali le nostre capacità di difesa fossero ormai tardive? La nostra “morale” (kantiana) è fondata sull’autonomia (un’azione va fatta se – e perché – giudicata giusta dalla nostra ragione: storicamente, dalle Istituzioni e dai patti internazionali ci è indicato il nostro “dovere” rispetto all’Umanità contro l’illegalità (Cassese sul Corsera dell’8 marzo). Sul piano delle piccole scelte politiche questo rigore ci porterebbe forse all’errore; ma se il disastro è già in atto e se la Comunità mondiale lo considera un’“aggressione”, cioè un fatto ingiusto e non tollerabile per il futuro dell’Umanità, il dovere per il dovere kantiano! ci obbliga a notificare esattamente l’opposto! Il pericolo della guerra atomica? Uno strumento di dissuasione contro l’aggressione, che ha funzionato così durante la guerra fredda per la saggezza delle Guide politiche del tempo, oppure uno strumento di ricatto da sottrarre al pericolo di trattamenti maldestri, tipo quelli di questi giorni.…..probabilmente imbastiti allo scopo d’intimidire? Anche qui bisogna decidere, scegliere…, trattandosi della tutela degli stessi cittadini che dipendono dall’autocrate! Ed è anche questo il compito delle Istituzioni come l’Onu. La Germania, figlia conterranea della grande Filosofia europea, ha deciso subito di chiudere lo Stream 2, e – dopo ben 70 anni – di reinvestire sul riarmo! Ha anche superato il più forte dei suoi tabù: la spesa a ..debito, cui ha sempre attribuito la fine della Repubblica di Weimar e l’avvento del nazismo. Infine, la Spd ha ritenuto doveroso liberarsi del suo antico leader perché rimasto a capo di Gazprom. Perché ben chiaro quale fosse, nella circostanza, il dovere semplicemente imposto dalla logica, dalla Ragione collettiva! Ebbene, l’Onu dovrebbe poter convocare Putin (e possibilmente qualcuno dei “suoi”) per farlo partecipare a due deliberazioni: la messa al bando delle armi atomiche e la notifica che la Comunità mondiale, assegna ad alcuni dei suoi membri (Usa ed Ue…Cina?) il mandato di scendere in campo per impedirla. Nel contempo, i cittadini dei Paesi democratici, sopportando il freddo per aver deciso di non versare alla Russia i soldi del gas, deliberano a sostegno delle decisioni assunte dall’Onu. Ne saremmo capaci nell’era del consumismo?

 

Nicola Savino