Friuli Venezia Giulia

Friuli Venezia Giulia: i ritardi della Sinistra

Sergio Medeot

Il Friuli Venezia Giulia, pur avendo solo 1.193.496 abitanti è da considerarsi tra le regioni più importanti e strategiche del Paese. E’ la porta verso l’Est Europeo, i Balcani e l’Austria, dove ci sono le sedi di società e aziende all’avanguardia nell’economia mondiale. Alcune: Fincantieri, Assicurazioni Generali, Porto di Trieste, Danieli, Electrolux.

Nel 2028 salvo imprevisti o colpi di scena sempre possibili, questa Regione andrà a voto per il rinnovo del Consiglio Regionale, unitamente a 23 Comuni tra cui quello di Udine.
L’aspetto di rilievo nel contesto è che il presidente del FVG Massimilano Fedriga, esponente nazionale di punta della Lega, nonostante ripetuti tentativi di alchimie burocratiche, non potrà più ricandidarsi avendo già fatto due mandati. Ciò in enologia a quanto accaduto al suo collega veneto Luca Zaia e all’ex presidente della Campania De Luca.

Nulla di drammatico salvo forse per i consiglieri della Lega e di coloro che si trovano in consiglio regionale in quanto rappresentanti della Lista Fedriga. Tutto questo in teoria potrebbe essere l’opportunità per il centrosinistra di ambire, dopo due mandati all’opposizione, ad un cambio dell’amministrazione regionale. Un’opportunità che allo stato è molto lontana. Non solo e non tanto per il fatto che su quattro capoluoghi di provincia tre sono in mano al centro destra, quanto perché il centrosinistra appare molto frastagliato. Permane la tendenza a diversificarsi, con rappresentatività movimentiste, localistiche e politiche talvolta in contrasto tra loro. Ili risultato è confusione che si traduce in disaffezione.

Se mai serve un dato eloquente lo si trova nei rapporti tra partiti che hanno una storia della Regione come il PD e il PSI. Sono inesistenti o quasi. Una responsabilità tutta in capo a chi oggi si pone a riferimento della sinistra, con il dovere primario di creare una grande forza socialista e riformista di stampo europeo. Su questo siamo all’anno zero.
Manca quindi uno degli aspetti fondamentali per il consenso che è la chiarezza politica. Sapere chi si ha di fronte, che storia ha, cosa propone e quali sono i riferimenti europei. Sotto questo profilo il centro destra del FVG è più compatto e riconoscibile.

Bisogna uscire da questa ambiguità se si vuole andare in competizione con un minimo di speranza, possibilmente senza trovare soluzioni dell’ultimo minuto che lasciano il tempo che trovano.

I socialisti del FVG hanno alle spalle un passato glorioso che ha fatto la storia positiva della Regione, con esponenti di spicco che sono ancora nel cuore e nella mente di tante persone. Una su tutte: Loris Fortuna. Nell’Isontino (dove scorre il fiume Isonzo) continueremo su quella strada con chi ci sta

Sergio Medeot