Mentre i legali di Cristina Salis stanno valutando la possibilità di fare ricorso immediato alla Corte Ue di Strasburgo, il vice premier Matteo Salvini entra a gamba tesa nel dibattito sul caso. Il suo partito invece di difendere una connazionale arrestata all’estero se la prende direttamente con Ilaria Salis rea, secondo i leghisti, di aver assaltato in Italia un gazebo della Lega. La Lega ha fatto sapere che la donna, nel 2017, finì a processo per l’assalto a un gazebo del partito. E anche se i suoi legali precisano che fu assolta “per non aver commesso il fatto”, Matteo Salvini attacca: “È assurdo che questa Salis in Italia faccia la maestra. Non può fare quel lavoro”.
La vicenda: “Il 18 febbraio 2017, a Monza, un gazebo della Lega veniva assaltato da decine di violenti dei centri sociali – così una nota della Lega -, e le due ragazze presenti attaccate con insulti e sputi da un nutrito gruppo di facinorosi. Per quei fatti Ilaria Salis è finita a processo, riconosciuta dalle militanti della Lega.
C’è un però. E lo racconta il legale della Salis: “Ilaria Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto in relazione all’episodio dell’aggressione al gazebo della Lega nel 2017”. “La signora Salis non è stata affatto individuata dalle due militanti della Lega ma solo individuata come partecipante al corteo che si svolgeva quel giorno a Monza da un video prodotto in atti. Il giudice nella sentenza ha specificato che risulta aver partecipato solo al corteo senza in alcun modo aver partecipato all’azione delittuosa di altre persone né di aver in qualche modo incoraggiato o supportato altri a farlo”. “Nella sentenza – ricorda l’avvocato Losco – il giudice ha scritto che ‘la mera partecipazione al corteo senza partecipazione o istigazione all’azione delittuosa non può costituire un’ipotesi concorsuale neanche morale’ e quindi non c’è nessuna grana che la riguardi”.
“La Lega – ha detto ancora l’avvocato Eugenio Losco parlando con l’ANSA – era parte offesa e si poteva costituire in giudizio come parte civile ma non lo ha fatto. E’ stato lo stesso pm a chiedere l’assoluzione e quindi non ha fatto appello quando il giudice ha assolto tutti gli imputati, compresa Ilaria Salis”. “Oltre alle due militanti – prosegue l’avvocato Losco – testimoniò anche Federico Arena, segretario della Lega di Monza, e quindi il processo era ampiamente noto alla Lega, che comunque non si costituì parte civile”.
Ma la Lega non molla, è un vero e proprio assalto con una serie di dichiarazioni all’attacco di Salis. Subito dopo il comunicato del partito, si fa sentire il vicesegretario leghista, Andrea Crippa. “Al di là delle brutte immagini, Ilaria Salis non sembra una educanda. Oltre al processo in Ungheria spunta un’altra grana giudiziaria per un assalto a delle militanti della Lega. Prima che la sinistra e i suoi giornali la trasformino in Madre Teresa, possiamo sapere se questa insegnante ha anche altri precedenti?”. Poi ancora Salvini: “Spero che si dimostri innocente perché qualora fosse ritenuta colpevole di atti di violenza imputabili a un insegnante elementare che gestisce il presente e il futuro di bimbi di sei, sette, otto anni sarebbero assolutamente gravi. Il fatto che poi sia processo anche in Italia per altri episodi di violenza e altre aggressioni sicuramente è spiacevole. Però le catene in un tribunale non si possono vedere”, dice in un punto stampa a Bruxelles. E infine il vicepresidente dei deputati della Lega Igor Iezzi: “Ci auguriamo che Ilaria Salis possa dimostrare la sua innocenza in Ungheria così come in Italia, dove è finita a processo per aver assaltato un gazebo della Lega a Monza, attaccando i militanti presenti. L’uso della violenza non può essere giustificato in nessun caso: non è questo il modo per manifestare ed esprimere il proprio pensiero. Tra l’altro – osserva ancora Iezzi – ci sconvolge che il magistrato metta in rilievo ‘la recidiva infraquinquennale’ di Ilaria Salis”. Una serie di autogol.
“La Lega anziché battersi per non vedere calpestata la dignità di una cittadina italiana si mette a rovistare nel suo passato – così la segretaria dem Elly Schlein -, ancora prima che sia pronunciata sentenza ha già deciso la colpevolezza, e mette altre catene ai polsi e alle caviglie di Ilaria Salis richiamando accuse su cui è già stata assolta. In questa nostalgia di Medioevo dove sparisce la presunzione di innocenza Salvini fa affermazioni di un paternalismo insopportabile, ma se sostiene che chi è accusato di lesioni non possa fare la maestra viene da chiedergli come possa, chi è accusato di sequestro di persona, fare il ministro”.