Il Fondo

Giulia Tramontano, luce sull’assassino

Impagnatiello, metaforicamente parlando, dovrebbe essere lasciato in una stanza con un coltello dimenticato sul tavolo perché possa prenderlo per tagliarsi lui stesso la gola, ed evitarci di vedere la sua faccia durante i processi che lo accompagneranno nei prossimi anni per capire se era un ‘assassino’. Ebbene lo era, perché perdere tutto questo tempo! 37 pugnalate a Giulia ed al suo bambino a cui il cuoricino batteva come impazzito non sono forse sufficienti per chiudere il caso in maniera Ottocentesca?! Altrimenti di tutta questa terrificante storia ricorderemo solo le versioni degli psicologi e la clemenza di una Corte su richiesta dalla difesa. Noi, invece, vorremmo ricordare una ragazza con la sua voglia di vivere e la legittima speranza di un’esistenza piena di sogni per lei e la sua creatura…perché infangare questa immagine legandola ad un uomo che non è un uomo! Ho titolato la mia riflessione ‘Giulia il giorno dopo’ proprio per fare un passo avanti allontanandomi dalla morbosità di sapere perché ciò sia potuto accadere…cosa importa, ormai! Possiamo amare nel nostro immaginario collettivo solo il ricordo di quella foto che ritrae la giovane Tramontano accarezzare il suo pancione mentre sotto il cappello di paglia cela il suo sguardo d’amore verso il suo piccolino dentro di lei con fare protettivo. Che Alessandro Impagnatiello, dunque, si impicchi nei suoi pensieri demenziali e sparisca dal ricordo di tutti noi. Questo femminicidio è talmente efferato e provoca un dolore ancestrale così profondo che per contro dovrebbe suscitare un’indignazione sociale collettiva che spinga l’uomo a sperare e pregare perché Giulia e la sua creatura possano essere ricordati a San Valentino come il giorno dell’amore infinito di una mamma per il suo bambino. Ciao Giulia, che il tuo eremitare ‘Guidi’ tutti noi verso un domani migliore.