Il Fondo

Gli ospedali green

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I medici scappano dalla Sanità Pubblica perché i loro stipendi sono di gran lunga inferiori allo standard europeo. La metà degli Nosocomi hanno fondamenta borboniche, molti non sono nemmeno a norma antisismica e antincendio e c’è chi di noi fugge in avanti pensando agli ospedali green…i quali vanno benissimo, per carità, però forse prima di iniziare in grande stile sarebbe opportuno investire risorse per rendere sicuri quelli esistenti. Ma entriamo nell’argomento. Dunque, per prima cosa tutte le strutture ospedaliere che attuano il piano di riqualificazione rispettano correttamente i criteri ecosostenibili e per tale motivo prima di procedere sarebbe opportuno ad esempio verificare la possibilità di fare delle vere e proprie comunità energetiche in linea con la ‘cura’ dell’ambiente. Ora il modello green è già operativo in molte realtà italiane, quindi siamo oltre la fase dell’auspicabile, ma purtroppo per le precedenti ragioni la strada sarà inesorabilmente lenta. Entrando nel merito, di cosa stiamo parlando? e quali sono oggi le Strutture modello? Stiamo parlando di sostituire l’immagine minimale e incolore degli ambienti esistenti che spesso evocano ansia nel paziente già stremato dalla patologia il quale, come già sperimentato, nel ‘verde’ trova la serenità per affrontare le difficoltà della degenza. Insomma arrivare a guardare con maggiore attenzione ospedali come l’UMC di Utrecht o il San Matteo di Pavia, che hanno integrato soluzioni naturali quali: “giardini verticali e soffitti arricchiti con piante per interni, oltre a facciate verdi, giardini pensili e parchi per quanto riguarda l’esterno”. In Italia abbiamo già strutture ecosostenibili, magari non come quella del Children’s Hospital di Pittsburgh, ma certamente all’altezza della sfida. Basti guardare al Meyer di Firenze che è stata la prima struttura nazionale ad aggiudicarsi il primato nel campo dell’efficienza energetica ed ha ricevuto, inoltre, la certificazione Bio-Habitat che attesta la gestione degli spazi verdi secondo principi biologici.
La speranza: anche se deficitari in molte Regioni del Paese già numerose ‘realtà’ italiane fanno parte del progetto RES (Renovable Energy Sources), il cui obiettivo è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica degli oltre 15.000 ospedali d’Europa. Infatti, l’Istituto Europeo Oncologico, l’Istituto Humanitas di Rozzano, gli Ospedali di Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena, Genova e Torino, l’Ospedale San Matteo di Pavia partecipano attivamente al programma. Dunque l’Ospedale green in Italia è una speranza? No, è assolutamente una certezza nonostante le strutture ‘borboniche’ che potrebbero integrarsi nel progetto come ulteriore elemento storico-culturale.