Siamo ormai abituati a considerare le minacce di Putin come il solito al lupo, al lupo. Ma cosa succederebbe se, stavolta, il morso rabbioso arrivasse davvero? Le intimidazioni sull’uso della bomba atomica come risposta agli aiuti militari e agli armamenti sofisticati forniti dall’ONU all’Ucraina sono state talmente numerose che ormai sembrano perdere credibilità. Tuttavia, possiamo davvero permetterci di ignorarle, soprattutto ora che Biden ha dato il via libera a Zelensky per l’uso di missili a lungo raggio, proprio mentre si prepara a lasciare la Casa Bianca? È stato un dispetto a Trump, tenuto all’oscuro della decisione? Oppure c’è stata un’intesa tra i due, con Donald che ha detto: Vai Joe, fagli il “mazzo” ai russi!
Questa drammatica partita si sta giocando sulla pelle dell’Unione Europea, che si trova a un passo dal conflitto e sarà la prima a pagarne le conseguenze. Ma ai nostri leader cosa importa? Loro continueranno a dare ordini dai rifugi antiatomici, mentre i più ricchi si preparano a salire sui loro jet privati. E noi? Noi che fine faremo? È il momento di scendere in piazza in tutto il Continente, non tanto contro Russia e America, ma soprattutto contro i governanti irresponsabili di quei due Stati. E, lasciatemelo dire, anche contro il Parlamento Europeo, che a quattro mesi dalle elezioni non è ancora riuscito a formare una squadra di governo operativa. Certo, abbiamo votato solo a giugno, ma un po’ è colpa nostra se abbiamo eletto rappresentanti che perdono tempo in beghe sterili, come Fitto che non sa l’inglese e si rifugia nei gesti. Ora, però, il rischio è concreto: le sostanze radioattive potrebbero arrivare da oltre “cortina”. Come ci comportiamo? Beh, intanto i 27 Paesi membri dell’UE protestino tutti insieme. Poi mostriamoci determinati nel portare avanti una contestazione diplomatica compatta, come solo noi europei sappiamo fare. Non lasciamo che le due superpotenze nucleari continuino a giocare con il nostro destino. Incalziamole, costringiamole al dialogo. Se è vero che Trump e Putin non si sono mai odiati, perché aspettare il 20 gennaio? Che si parlino subito, prima che sia troppo tardi.
Ricordiamoci: in mezzo ci siamo noi europei. Tocca a noi fare tutto il possibile – e anche l’impossibile – per impedire che la situazione sfugga di mano. A meno che, per qualche ragione oscura, l’America non voglia davvero che nel Vecchio Continente esploda la bomba atomica.