La commissaria europea per la gestione delle crisi illustra come affrontare nelle prime 72 ore un’eventuale emergenza continentale: un coltellino svizzero, carte da gioco, caricatori per telefoni cellulari e barrette energetiche. Almeno è questo che esce dalla sua borsetta davanti alle telecamere mentre spiega la delicatezza di possibili attacchi nucleari o cataclismi. Credo che anche un bambino rimarrebbe attonito davanti a così tanta ingenuità. Sì, stiamo parlando di un “ministro” dell’Unione Europea. Ora, in maniera vergognosa, nei giorni scorsi gli americani ci hanno tacciato di essere parassiti e scrocconi, dimostrando tutta la loro prepotenza e presunzione. Ma se noi offriamo il fianco anche in argomenti vitali come i piani per affrontare le prime conseguenze di possibili attacchi nemici, siano essi eserciti, virus o il Diavolo in persona, non possiamo pretendere lo stesso rispetto che avevano i nostri padri e nonni. Capite bene che la richiesta di 800 miliardi per il riarmo passa attraverso una classe dirigente che lascia perplessi. Questo dovrebbe essere il momento perché l’Europa dimostri tutta la sua saggezza e capacità di mediazione, oltre al pragmatismo per uscire da un’impasse delicatissima. Non possiamo permetterci, quindi, commissari come la signora Hadja Lahbib. Accidenti, Salvini e Di Maio a confronto sembrano due statisti! Ora, nessuno mette in dubbio la sua buona fede e il fatto che sia una persona perbene e ben istruita, ma ciò non c’entra nulla con la capacità di saper gestire eventuali emergenze in una Comunità con quasi 500 milioni di residenti. Stamattina satira e giornali hanno bersagliato forse anche esageratamente la commissaria europea, ma lei ha offerto un’esibizione che francamente è stata a dir poco imbarazzante. Ma cosa dovrebbe fare la Presidente Von der Leyen? Dimetterla. In un momento così delicato per la credibilità dell’Unione Europea, schiacciata e scacciata dal tavolo di una possibile Pace nella guerra russo-ucraina, dobbiamo dare un segnale di integrità inequivocabile se vogliamo rientrare in partita. Altrimenti siamo fuori da tutto ciò che conseguirà da un auspicabile e rapido cessate il fuoco. Ma cosa è successo al punto di auspicare provvedimenti tanto severi? È successo che dopo il Rearm Ue è arrivato il Prepar Ue: piano per addestrare i cittadini europei a rispondere alle minacce e alle emergenze, come, tra gli altri, bombardamenti o attacchi nucleari, disastri naturali e invasioni… Ucraina docet. Ora, la presentazione del Prepar Ue è avvenuta con grande risalto a Bruxelles alla presenza della commissaria per la Preparazione e la gestione delle crisi, la belga Hadja Lahbib, e della rumena Roxana Minzatu. Le due alte funzionarie, forse in un eccesso di confidenza con i giornalisti, hanno presentato un kit di sopravvivenza per resistere almeno 72 ore ad una crisi: una sorta di video-tutorial che ha sollevato prima perplessità, poi una pioggia di critiche, elencando le cose da portare con sé nella borsa o nello zaino: occhiali da vista, documenti in una busta impermeabile, una torcia, fiammiferi, una bottiglia d’acqua, un coltellino svizzero a 18 funzioni, farmaci, cibo e soldi contanti, carte da gioco e una piccola radio. La commissaria, per parafrasare Fantozzi, seduta su una poltrona di pelle umana in una stanza elegante, fa battute e si diverte: “Gli occhiali da vista? Importanti per vedere cosa sta succedendo…o per non vederlo». E ancora: «Soldi cash, mi raccomando: il contante è sovrano in una crisi, le carte di credito invece potrebbero diventare pezzi di plastica”. Mentre l’alta funzionaria Minzatu, alla domanda di una giornalista su cosa intendesse per “necessità di fare scorte in casa” in caso di crisi, ha ammesso di non essere assolutamente preparata alle emergenze: “La mia famiglia vive in macchina e in aereo, non dormo più di due notti nello stesso posto”. Quindi, non conosco l’argomento.
Cara Europa, non ci siamo!»