Dopo la pandemia da variante Omicron, che ha colto tutti di sorpresa perché nessuno immaginava quanto virulenta e contagiosa fosse, è arrivato il rinculo del fucile: quella pandemia burocratica che sta facendo, passatemi l’esasperazione, quasi più danni dello stesso virus. Il paziente deve affrontare in ordine temporale, se di ordine possiamo parlare: il contagio, il tampone di conferma, dove e come farlo, l’invio dei dati al portale regionale, il calcolo della quarantena in base ai vaccini fatti, due o tre dosi, e se da meno di 120 giorni o più di 120 giorni, il certificato medico di malattia o di quarantena, anche se l’Inps non paga più dal 1 gennaio, il tampone di fine malattia, se rapido o molecolare, dove e come prenotarlo, e se la fortuna lo aiuta a fare tutto questo…la malattia era il minore dei mali. Come è noto per chiudere la quarantena spesso i pazienti devono attendere ore in macchina per fare un tampone drive-in. Era ovvio che la situazione rischiasse di diventare esplosiva in base ai dati sulla grande contagiosità di questa variante, ma burocratizzare ancor di più il sistema con questi numeri è pura follia amministrativa. Tutto ciò ricade sulle spalle già martoriate dei medici di base, che se prima affogavano tra le carte, ora pensano seriamente a fuggire in massa. Rispondono al telefono come e quando possono, compatibilmente con i pazienti da visitare perché nessun’altra patologia è andata in vacanza. Inoltre, in questi giorni, le Regioni hanno aumentato il massimale di assistiti dei medici di base per mancanza di professionisti: un’ulteriore ‘mazzata’. Se inseguire un virus con questa capacità di diffusione è assurdo oltre che inutile, mi si spieghi perché farlo con un sistema tanto farraginoso che riesce a tracciare cinque pazienti mentre il virus ne ha colpiti altri cinquanta…un po’ come svuotare la nave che affonda con un secchiello. Accidenti, non avremmo mai immaginato che il Covid potesse diventare anche follia amministrativa allo stato puro!
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