I fatti salenti nella vita non lasciano mai nulla così com’è: le cose ed i rapporti si evolvono oppure tornano indietro. Clamorose, ad esempio, sono le disgrazie, fateci caso: la perdita di una persona cara può intensificare i sentimenti oppure farli regredire, ma nessuno se ne accorge. Quando se ne prende coscienza tutto è già compiuto, non si può fare niente per rimediare…siano essi stati d’animo o avvenimenti. L’argomento come casus belli riguarda la recente pandemia, ma non è solo la pandemia. Il malessere c’era già da prima, ma nessuno è stato così attento da accorgersene per tempo; direi che nessuno ci ha fatto proprio caso…nemmeno dopo! Mi riferisco a quel piano di prevenzione pandemica vecchio di anni di cui si accennava durante il Covid. Appunto, si accennava! Nel senso che eravamo ormai da tempo nella fase dell’indolenza che ha coinciso con i rimproveri verso la Sanità lombarda la quale a causa delle eccessive privatizzazioni aveva trascurato la medicina di base, avamposto di difesa degli ospedali. Ricordate l’indice puntato contro quella che si riteneva fosse una gestione dissennata! Beh, di cosa vi meravigliate, era solo qualche mese fa! Adesso il Covid a poco tempo di distanza ha messo a nudo la Sanità Pubblica di altre due regioni campione: Emilia Romagna e Veneto. Regioni che adesso fanno i conti con la mancanza di medici come se tutto dipendesse da una improbabile ‘iattura’. No, era scritto nelle cose che sarebbe accaduta la disgrazia, perché quando imbocchi una discesa senza freni è inesorabile che ti vada a schiantare. Le facoltà di medicina laureano sempre meno studenti, non parliamo delle scuole di specializzazione; intanto gli ospedali assistono al pensionamento del personale sanitario rimandando il problema della sostituzione al giorno dopo! Ecco, la pandemia esattamente come un uragano ha messo a nudo tutto quello che la politica non aveva notato; avevano fatto finta di non vedere pure i Direttori Generali delle ASL che non hanno avuto il coraggio di denunciare il ciclone in arrivo. Anzi, semmai per non scontentare la ‘padrona’ la hanno assecondata concordando con lei che, invece, era solo una tromba d’aria passeggera! Non solo, in questo crocevia di cambiamenti, compresa la corsa ad appaltare alle cooperative pezzi di Sanità Pubblica, qualcuno ci ha intravisto pure un affare e quindi a breve le cose per noi non cambieranno. Dopo questa serie di riflessioni permettetemi di correggere il titolo perché mi rendo conto che non è la Sanità che cammina come il gambero, ma siamo noi che stiamo tornando indietro e non possiamo curarci come prima; tantomeno fare prevenzione perché non possediamo né i soldi né le assicurazioni per rincorrere le strutture private, oggi pubbliche-private e tra poco solo private!
Il passo del gambero della Sanità Pubblica