La povertà minorile dilaga nel ricco Occidente; si pensi, ad esempio, che in Francia, Norvegia, Regno Unito e Svizzera quasi il 20% di loro abita in dimore non adeguate dove il marciume e la muffa rappresentano un rischio importante per la salute. Insomma, tra le Nazioni più ricche del Pianeta un bambino su cinque vive una situazione di grave disagio economico e tutto ciò non lo dice il nostro Giornale, ma l’UNICEF! L’ultima ‘Report Card 18: Bambini poveri che vivono nei paesi ricchi’, dell’OCSE e dell’UE, ha rilevato uno stato di fatto sorprendente in cui ad oggi solo la Polonia sembra ottenere i risultati migliori nell’affrontare il problema. Nel suo complesso la situazione evidenzia che in 40 Paesi alla fine del 2021 c’erano ancora oltre 70 milioni di bambini che vivevano in famiglie che guadagnavano meno del 60% del reddito medio nazionale. E l’Italia come si comporta in questo contesto? Beh, non bene, anzi, malissimo se consideriamo che in questa terribile graduatoria è al 34esimo posto su 39 Stati nella classifica della povertà monetaria dei ‘minori’ nei Paesi ricchi.
L’impatto del disagio sui bambini è persistente e dannoso e a tal proposito il direttore dell’Unicef ha dichiarato “Per la maggior parte dei minori significa che potrebbero crescere senza cibo nutriente, vestiti, materiale scolastico o un posto caldo da chiamare casa”. Insomma, impedisce a quei bambini di godere dei propri diritti e può portare ad un cattivo stato di salute fisica e mentale. Più in generale l’Unicef sottolinea che le conseguenze della povertà possono durare tutta la vita, e precisa: “I bambini che vivono in condizioni di povertà hanno minori possibilità di completare la scuola e da adulti percepiranno salari più bassi”. Sempre secondo il ‘rapporto’ in alcuni Paesi una persona nata in un’area svantaggiata rischia di vivere otto anni in meno rispetto a una persona nata in un’area ricca. Sempre l’ONU sostiene che le condizioni di vita dei bambini possono essere migliorate indipendentemente dalla ricchezza di un Paese. Ad esempio, Polonia, Slovenia, Lettonia e Lituania, che non sono certo tra i Paesi più ricchi, hanno ottenuto importanti riduzioni della povertà minorile. Al contempo, altri cinque Paesi a più alto reddito – Regno Unito, Francia, Islanda, Norvegia e Svizzera – hanno registrato il maggior numero di minori che vivono in famiglie con difficoltà economiche. In sintesi per sradicare la povertà infantile i Governi, laddove è possibile, vengono invitati ad erogare i sussidi in denaro che hanno un effetto immediato nell’alleviare la miseria…ma questo lo sapevamo già! Noi pensiamo davvero che si possa imparare molto dai successi delle altre Nazioni, perché la piaga della povertà minorile che dilaga nel primo mondo, come fosse nel terzo, va risolta.
Il primo mondo tratta i suoi bambini come nel terzo mondo