Il Fondo

In ‘emergenza’ ci rimettono solo i cittadini

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L’Anao Assomed denuncia la sua preoccupazione per l’assunzione di medici ‘mordi e fuggi’ che per coprire i buchi verrebbero ‘assoldati’ dalle agenzie private. Ma chi sono questi medici ‘a gettone’, da dove vengono e soprattutto dove si sono formati?! Professionisti italiani usciti dalla sanità pubblica? Improbabile! Come si fa ad inserire un medico in una struttura di emergenza-urgenza ‘per poche ore’ senza conoscere la delicata macchina organizzativa dove il fattore tempo è determinante per salvare vite! non è stato sempre detto che per formare un operatore sanitario capace di affrontare situazioni di Pronto intervento ci vogliono anni?! Accidenti, una diagnosi superficiale, a volte espressa con difficoltà o per incompetenza specifica rischia di fermare il tempo della nostra esistenza. Possiamo solo ipotizzare che in questa grande confusione provocata dalla pandemia da dove ancora non siamo usciti, la guerra nel cuore dell’Europa e la migrazione dal Continente africano, si siano venuti a creare i presupposti perché migliaia di medici preparati a questa professione in altri Paesi, in emergenza sanitaria, come noi oggi lo siamo, siano davvero pronti a prestare la loro opera nella sanità italiana ed europea: ci possiamo fidare o stiamo alla parola dei ‘procuratori’ di camici bianchi che certo non svolgono questa attività per conquistare una medaglia! Recentemente si erano espressi sull’argomento anche alcuni Responsabili di Dipartimenti di Emergenza Urgenza di importanti Ospedali, i quali puntualizzavano che i medici del Pronto Soccorso non sarebbero mai stati appaltati alle agenzie private; sottolineando, tra l’altro, che in tal caso il livello si abbasserebbe in modo drastico in quanto sui professionisti di queste agenzie non vi è controllo né formativo né orario’. Ora sull’argomento c’è molta preoccupazione anche da parte di quei cittadini che sulla loro salute e quella dei loro cari hanno verificato la drammaticità della situazione sempre più fuori controllo in specie in quelle situazioni dove sono iniziate le collaborazioni con medici ‘mordi e fuggi’ constatando sulla propria pelle che dove vi è emergenza sono solo i cittadini che ci rimettono.