Il Fondo

In memoria di Bettino Craxi

BETTINO CRAXI

Lunedì 15 gennaio, alle ore 15,30, mi sono recato in Roma, largo Febo, davanti all’Hotel Raphael, per ricordare Bettino Craxi, nell’approssimarsi della ricorrenza della sua scomparsa, con alcuni compagni che ringrazio, in particolare la compagna Sibilla Drisaldi, organizzatrice dell’evento.
Mi è stato chiesto dai presenti di dire due parole in memoria di Bettino, cosa che ho fatto molto volentieri, innanzitutto in ossequio a quello che diceva Cicerone nel “De oratore”, dove definiva giustamente la memoria “il forziere di ogni cosa”. Del resto un paese che non ha memoria, non ha radici e non ha futuro.
Ho preso molto volentieri la parola per tante intuibili ragioni, non ultima quella di sostenere con convinzione la proposta avanzata dal Comitato promotore per un targa in memoria di Bettino, da apporre proprio in largo Febo, davanti all’Hotel Raphael, luogo in cui Egli subì una vergognosa contestazione, ma dove visse per lunghi anni come uomo politico e come Presidente del Consiglio dei Ministri.
A Bobo Craxi, presente all’incontro, abbiamo manifestato solidarietà ed affetto, comprendendo il grande dolore che si rinnova ogni volta in lui nell’occasione di queste commemorazioni del compianto genitore.
Quest’anno il ricordo di Bettino è ancor più significativo perché avviene nell’anno del centenario dell’assassinio di un altro grande socialista, Giacomo Matteotti, il cui riformismo è stato efficacemente ripreso, in tempi diversi, prima da Giuseppe Saragat e poi proprio da Craxi.
La scomparsa di Bettino Craxi è una grave perdita, non solo per noi socialisti, ma per il Paese che ha perso un uomo politico di altissimo livello, uno statista che ha lasciato un segno indelebile nella storia di Italia.
Se oggi ci fosse Bettino, sarebbe certamente più facile costruire in Italia una forte alternativa politica alla destra, che attualmente purtroppo manca.
Se oggi ci fosse Bettino, ci sarebbe un leader politico in grado di intervenire adeguatamente in Europa per cambiarla profondamente, dalla attuale Comunità Europea, dominata dai poteri forti e dai grandi capitali, in quella auspicata da Filippo Turati, e cioè l’Europa del lavoro e della giustizia sociale, in cui vi sia veramente spazio per le istanze dei più deboli.
Se oggi ci fosse Bettino, ci sarebbe di certo qualche concreta speranza in più di poter superare positivamente gli attuali drammatici conflitti internazionali, considerati i Suoi forti consolidati rapporti con i paesi arabi, pur nel mantenimento di solide relazioni diplomatiche con Israele.
Ed allora il garofano che abbiamo voluto portare all’Hotel Raphael rappresenta soprattutto un messaggio di speranza e di pace per l’Italia, per l’Europa e per l’intera Comunità Internazionale.
Grazie Bettino! Le socialiste e i socialisti non dimenticano…

 

Gian Franco Schietroma
Segretario regionale PSI Lazio