Il Fondo

La battaglia per le libertà individuali

La sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite non può risuonare soltanto come un gesto di rappresaglia dinnanzi all’aggressione nei confronti dell’Ucraina ed all’escalation di violenza che sta offrendo questa guerra; rientra in una nuova consapevolezza circa la necessità di elevare in seno al consesso mondiale la capacità di vigilanza e controllo circa gli eccessi e gli abusi che spesso vengono commessi in violazione dei diritti della persona, i diritti democratici da paesi in cui vivono delle autocrazie spesso senza contrappesi democratici. É evidente che episodi nei quali essi siano stati ripetutamente violati negli ultimi venti anni non hanno partorito, al di là di generiche condanne, il bisogno di stabilire in ragione delle convenzioni sottoscritte dai paesi aderenti all’ONU alcuna forma di sanzione di carattere politico ed economico. Il genericismo delle condanne e il raro ricorso a Tribunali Internazionali che stabilissero la reale entità delle violazioni probabilmente oggi ha bisogno di essere implementato attraverso nuove forme di reale intervento multilaterale. É dietro l’affermazione che si sia ricorso durante i diversi conflitti ad un giudizio che avesse “due pesi e due misure” che ha consentito ancora oggi ad esempio alla Russia di irridere il Mondo Occidentale ritenuto ipocrita nella sua applicazione delle misure sanzionatorie di condanna. Vero però si é che esistano degli standard minimi nelle democrazie liberali di controllo e di auto-sanzionamento che nelle democrazie illiberali ed autocratiche non vengono rispettati più che lontanamente. Accresce quindi il bisogno di elevare, promuovere, reclamare il rispetto dei diritti umani, il rispetto delle minoranze etniche e religiose, la qualità dei diritti individuali, la parità dell’uomo e della donna, i diritti dei bambini. Non vedo cosa ci sia di più importante per un’area politica e culturale che si definisce di sinistra e progressista che non quello di battersi perché i diritti umani ovunque nel Mondo siano in pericolo vengano rispettati. E non ritengo affatto che l’equidistanza nei conflitti accresca questa maturità e questo compito della sinistra democratica nel Mondo. I Socialisti sono stati campioni nell’affermare la necessità di battersi contro i soprusi del potere siano essi stati perpetrati da autocrazie reazione di destra quanto da regimi che si ispiravano ai testi sacri della sinistra. Era ed é un nostro compito che si manifesti senza gli eccessi della retorica ma riprendendo la battaglia per le libertà individuali nelle singole realtà nazionali ove esse siano considerate in pericolo.