In un editoriale su Repubblica Stefano Cappelini centra il punto.
La coalizione, intanto. La legge elettorale, che alcuni vedono come fosse la panacea di tutti i mali e divisioni, seppure con qualche modifica, vedrà la centralità del sistema delle coalizioni. L’unica che oggi appare stabile è quella del centrodestra, oggi a trazione leghista, domani forse a guida Meloni.
Una coalizione, quella del centrodestra, che negli anni si è rafforzata attraverso scelte condivise che non hanno privilegiato il partito più forte ma che, anzi, hanno fatto crescere anche i partiti negli ultimi anni più in difficoltà come, ad esempio, Forza Italia.
Uno spirito che il centrosinistra non ha mai adottato, una condizione su cui è indietro anni luce. Ed è impensabile costruire una coalizione pochi mesi prima delle elezioni politiche, come spesso accade, annacquando identità e valori, che svaniscono dopo il voto. Va fatto oggi.
Alle prossime elezioni politiche saranno chiamati al voto ragazzi nati nel 2005, che della caduta del Muro di Berlino non hanno che un racconto sui libri di storia. Scevri perciò di quanto quella storia produsse e dell’eredità politica che ne ha lasciato nei singoli Paesi dell’Europa.
I risultati delle elezioni avvenute in Italia nel corso degli anni, ci insegnano che quando il centrosinistra ha giocato la partita giusta, insieme, ha vinto. Oggi dobbiamo ripartire da quegli insegnamenti, capire che l’autosufficienza del Pd non basta più a vincere le elezioni (e su questo il Segretario Letta ha invertito nettamente la rotta dei suoi predecessori) e creare una coalizione che metta insieme le culture più nobili e fondatrici dell’Unione Europea: quella socialista, democratica, liberale e ambientalista. Rafforzare quindi prima l’idea di un centrosinistra unito – con socialisti, Pd, Azione, Leu, Sinistra Italiana, Più Europa, Italia Viva e i verdi – e poi decidere insieme come e se dialogare con il Movimento 5 Stelle.
Più che un nuovo “Ulivo”, una nuova “Italia. Bene Comune”. L’ultima grande coalizione di centrosinistra che racchiudeva in se tutte le anime del centrosinistra, va riproposta oggi in una nuova veste. Che la si chiami coalizione, cartello o federazione non ha importanza. Ma è fondamentale gettarne le basi oggi.