Il Fondo

La democrazia rischia di deragliare sui Social

Mi chiedo se la strada della raccolta firme online per i quesiti referendari non possa far deragliare la democrazia, senza parlare del Movimento 5Stelle che con i suoi iscritti raccoglie in rete i consensi per eleggere le cariche dello Stato utilizzando piattaforme dove solo loro conoscono i meccanismi più ‘segreti’. Accidenti, ci sono temi che avrebbero bisogno di maggior ponderazione come, per esempio, il referendum sulla legalizzazione delle droghe leggere che ha visto raccogliere dai promotori centinaia di migliaia di firme in un baleno! Questa è la strada con cui un domani in pochi minuti sarà possibile rendere legale una cosa che solo ieri era illegale e viceversa, a seconda delle convenienze economiche e politiche del momento. Pensiamo davvero che senza riflettere, con un gesto emotivo, potremo cambiare l’impianto democratico di un Paese?! Passatemi la battuta: un click sul cellulare mentre siamo in bagno in centomila e magari decidiamo di vendere il Colosseo ai cinesi (Totò nella finzione aveva venduto per 500mila lire la Fontana di Trevi ad un milanese!) e poi il giorno dopo, con un altro click, lo ricompriamo al doppio del prezzo a cui lo avevamo venduto: tutto perché quei click referendari sono finiti dritti dritti in Parlamento e diventati legge dello Stato. Questa è la politica delle oligarchie altro che democrazia partecipativa; anzi, direi che, indossati gli stivali delle sette leghe, stiamo correndo follemente verso una ‘democrazia schizofrenica’. Cosa facciamo, una sera arriviamo a casa incavolati a causa del traffico e votiamo il primo referendum che ci viene proposto sul telefonino per cancellare i trasporti su gomma e sognare di avere, sempre con un click, una città piena di piante esotiche dove si arrampicano e sghignazzano le scimmie che dall’alto tifano una gara di salto dei canguri? Solo ieri per raccogliere una firma dovevi mostrare un documento che veniva controllato scrupolosamente insieme alla fotografia, prima che, con un certo sospetto, prendessero per buona la tua firma che scolorita somigliava poco a quella apposta sulla carta d’identità. Oggi clicchi e ‘imprechi’ come NAPALM51 di Crozza. E pensare che ci creiamo mille scrupoli costituzionali per rendere obbligatorio un vaccino che non solo salva la vita, ma ci permetterà di ritrovare forse la cosa più importante: la socialità. Niente da fare ragazzi, tutto quello che possiamo ottenere con uno smartphone è innescare quella marcia che ci porta verso la legalizzazione inarrestabile delle droghe leggere dopo anni di battaglie per limitare il fumo della sigaretta. Trattiamo questi argomenti con la stessa determinazione di quando ci battevamo per i diritti fondamentali come il latte ed il pane, un lavoro, una sanità per tutti, a cui oggi, forse giustamente, vorremmo aggiungere una pizza, uno spritz e, appunto, una fumatina con il narghilè che non si potrà più negare a nessuno. Tutto ciò, mentre milioni di bambini muoiono di fame e nei campi profughi sparsi per il mondo si comprano pezzi di organi umani come nei supermercati le alette di pollo. Noi, intanto, con un click sul cellulare raccogliamo le firme per qualsiasi cosa!