Due modi diversi di fare politica. Angela Merkel, quasi emozionata, comunica che con oltre 500 decessi al giorno non si può fare altro che chiudere tutto fino alla prima decade di gennaio, mentre noi italiani quasi esultiamo se i morti rimangono sotto la soglia dei 1.000 e, per contro, ci sentiamo autorizzati a chiedere urlanti di aprire tutto.
Le Regioni sgomitano per dipingersi di giallo e le persone, non tutte, fortunatamente, affollano ogni “buco” disponibile, sia esso un bar piuttosto che una stretta via del centro per riempirsi gli occhi delle scintillanti vetrine vestite a festa.
Un Paese curioso il nostro, man mano che si avvicinano le festività, le terapie intensive si svuotano, peraltro non abbiamo ancora capito come escano i pazienti, i reparti non sono più affollati e i medici di base respirano, finalmente.
L’unica considerazione che facciamo, sempre confrontandoci con i germanici, è che noi eseguiamo poco più di 200.000 tamponi al giorno, in Germania ne fanno oltre 3.000.000 milioni. Una questione di metodo.
Oltretutto, pensate, i tedeschi possono contare su un numero di terapie intensive 5 volte maggiore di quelle italiane: 8.000, forse, contro le oltre 40.000 dei teutonici. Qualcuno obietterà che loro sono più di noi, certo, poco più di 20 milioni!
È una questione di identità nazionale, in quel Paese si capisce che un provvedimento governativo va rispettato per quello che è, e non contestato. Mi riferisco ai politici “lagnosi” del Bel Paese che hanno iniziato il tormentone di Natale prendendo a prestito l’esempio del residente del paesino sperduto che, non potendo verosimilmente sconfinare dal Comune di residenza durante l’intero periodo natalizio, è svantaggiato rispetto a chi abita in città, e non può andare a trovare il nonno nella comunità confinante. Ma quanti saranno mai questi nonni che abitano oltre il ponte che divide le due Frazioni?!
Siamo fatti così: genio e sregolatezza. Solo che negli ultimi anni il genio ci ha abbandonato lascando il campo libero al pressappochismo e ad una politica che guarda solo a ieri e mai al domani: qualche volta pensa all’oggi combinandone più di Bertoldo. D’altronde, soprattutto dopo il 4 marzo 2018, le Camere sono quello che sono!
Anche all’estero siamo considerati per ciò che valiamo, almeno a giudicare da come veniamo trattati: molto poco se come esempio prendiamo i 18 pescatori siciliani tenuti prigionieri in Libia. Una Libia che arresta i nostri lavoratori del mare con le attrezzature militari che le abbiamo venduto, o regalato, ma non importa; quello che importa è che non possiamo continuare a farci trattare a pesci in faccia!
Pensate se fosse successo alla Francia! D’altronde, siamo il popolo che con poco meno di 1.000 morti esulta e sgomita per aprire tutto, vestiti di giallo come fosse primavera: mentre in Germania la Merkel, con la metà dei decessi, chiude con il consenso unanime, o quasi, dei tedeschi.