In questa vendicativa guerra di Gaza sono morte decine di migliaia di bambini, bambini che non capiscono. Non capiscono perché non possono giocare, non capiscono perché non possono andare a scuola, non capiscono perché tanto rumore. L’Occidente non fa che parlare dell’aggressione subita da Israele e della brutalità con cui il 7 ottobre di un anno fa morirono oltre mille persone innocenti, le quali vennero trucidate all’improvviso solo per l’odio atavico che avvolge quei popoli. Ma noi non vogliamo parlare né delle ragioni degli uni né delle ragioni degli altri…non abbiamo la cultura per poterlo fare. Quello che possiamo fare è raccontare ciò che vediamo, soprattutto oggi che viviamo un mondo digitale a cui nulla sfugge. Usciti dall’Inferno saremo curiosi di sapere come giustificherà Netanyahu l’orrore che ha portato a Gaza distruggendo ogni cosa e, cosa ancor più imperdonabile, il mondo dei bambini. Siamo sotto attacco nemico, è la frase che solitamente pronuncia il signor “generale” nei film di guerra che vengono prodotti a Hollywood, anche se mi pare che nessuna forza straniera abbia mai violato i confini americani con le bombe. Forse loro si riferiscono alle situazioni che li hanno visti combattere in giro per il mondo come nel Vietnam, in Iraq, in Afganistan, tanto per citare alcuni Paesi sottomessi ai “regimi”, giustificando gli interventi militari finalizzati a difendere la popolazione soggiogata dal satrapo di turno. Ma le cose stavano davvero così?! La frase “siamo sotto attacco del nemico” era curiosamente pronunciata dai soldati che si apprestavano a conquistare terre che non erano le loro. Accidenti, viviamo un periodo di contraddizioni e, in questo scenario surreale, chi paga le conseguenze delle guerre, promosse dai giustizieri dei feroci dittatori, sono sempre quei “minori” che, magari in buonafede, volevano salvare. Come? bombardando le case dove abitavano. Quegli stessi minori che a Gaza e nel mondo tutti noi diciamo di voler difendere dimenticando che i danni collaterali della guerra sono peggio della guerra. Infatti, le organizzazioni umanitarie hanno stimato che a Gaza, ad oggi, ne sono stati sacrificati e uccisi circa 20.000. Guerra Insensata come tutte le guerre perché alla fine il conto è puntualmente “pagato” dai bambini. Bambini che poi diventeranno uomini carichi di odio pronti a vendicare i loro padri in una partita dell’orrore senza fine. La strage di Gaza, e le conseguenti manifestazioni a favore della Palestina, dovrebbero raccontarci che i conflitti portano solo altri conflitti. Prima di “salvare” i siti petroliferi in Iran, se mai ci dovesse essere uno scontro diretto con Israele, forse sarebbe opportuno salvare i piccoli Palestinesi. Non alziamo il tono della voce solo per dare fiato alle corde vocali ed emettere suoni fragorosi…i bambini di Gaza non capiscono!
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