Il Fondo

La nuova legge elettorale deve permettere di scegliere il nostro candidato

Con l’indicazione del nome del premier nella possibile nuova legge elettorale, il centrodestra cerca di sparigliare le carte all’interno della coalizione di centrosinistra, dove le rivalità tra i partiti appaiono più accentuate. Conte e Schlein evitano il tema, puntando sulla costruzione di un programma comune, ma è evidente che, in caso di vittoria, ogni forza politica rivendicherebbe Palazzo Chigi. Se davvero i partiti avessero a cuore i problemi concreti dei cittadini, dovrebbero però battersi soprattutto affinché la nuova legge elettorale restituisca agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Parlamentari espressione del territorio, capaci di rispondere direttamente ai cittadini che li hanno votati, e non candidati “paracadutati” nei collegi sicuri, spesso estranei alle realtà locali e ai problemi quotidiani delle comunità che dovrebbero rappresentare. I programmi politici dovrebbero nascere dalle esigenze dei territori e non da decisioni calate dall’alto. Il tanto evocato “bene comune” coincide innanzitutto con il benessere della comunità nella quale viviamo. Per questo sarebbe utile giudicare i candidati sui temi di casa nostra – sanità, trasporti, lavoro, sicurezza, servizi – e non soltanto attraverso grandi slogan o astratti scenari internazionali che poco incidono, ad esempio, sulla carenza dei medici di base o sulle liste d’attesa. Solo così si potrebbe recuperare la fiducia di tanti elettori che oggi scelgono di non votare, demotivati da una politica percepita come distante e impersonale. Restituire centralità al territorio significherebbe riaccendere interesse e partecipazione, riportando la politica fuori dai palazzi e più vicina alle periferie e alla vita reale delle persone.

Anche la sanità locale ne trarrebbe beneficio: un eletto scelto dai cittadini sentirebbe maggiormente il dovere di dare risposte, perché gli elettori, almeno metaforicamente, potrebbero tornare a “suonargli il campanello di casa”.