Il Fondo

La pandemia finirà quando gli usurai avranno comprato tutto

Anche la figura dell’usuraio si è evoluta, una volta (e ancora oggi) esercitava il suo squallido lavoro defilato nell’ombra dei mercati per prestare soldi a tassi vertiginosi, oggi anche lui è al passo con i tempi e si è adeguato al sistema: si è modernizzato! Ormai è noto che è sempre più difficile girare con dei contanti e tutte le operazioni che vengono fatte in banca sono controllate, quindi il mestiere dell’usuraio ‘nostrano’ è diventato rischioso. Per questi buoni motivi lo strozzino ha pensato bene di rivedere quei capisaldi professionali che lo avevano caratterizzato dalla notte dei tempi: cioè, io ti presto soldi e rivoglio indietro i soldi. Insomma, l’usuraio non era interessato alle garanzie immobiliari o anche solo a prendere in pegno ori e argenti…troppo ‘pericoloso’! E poi la figura del cravattaro (romanesco) è indolente, non ha alcuna voglia di lavorare. Oggi, però, si è dovuto ricredere: per questo, fondata la sua nuova impresa, con la consulenza di funzionari di banca, avvocati e commercialisti, ha messo la sua attività al passo con i tempi. L’organizzazione è un po’ questa: il commercialista lo avvisa quando una persona, o un’attività è in crisi, il direttore di banca la mette definitivamente in ginocchio chiedendo il rientro immediato dei fidi…e magari suggerisce al malcapitato strade alternative per trovare quella liquidità che ‘lui’ non gli può più concedere, ed infine l’avvocato stila quell’accordo commerciale che agli occhi dell’opinione pubblica fa apparire il finanziatore pure un generoso benefattore. È così che passano di mano opere d’arte, gioielli custoditi nelle cassette di sicurezza, attività industriali, commerciali, alberghi ed immobili. Et voilà, lo ‘speculatore’ guadagna molto di più ed è tutto legale…o quasi! D’altronde, ognuno vende al prezzo che vuole e compra al prezzo che vuole; in questo periodo pandemico poi, è tutto giustificato, vista la crisi economica e la crescente necessità di liquidità da parte delle persone. Il Paese non è attrezzato a seguire scrupolosamente tutte le compravendite ed i passaggi di mano di beni materiali avvenuti con la complicità del Covid-19. Basti pensare, per esempio, agli alberghi dislocati lungo gli oltre ottomila chilometri di coste della nostra Penisola, alle migliaia di dimore di un certo pregio dei centri storici delle città più importanti, ed infine ai Comuni, che guardano come il toro la muleta il rilascio di nuove licenze nei terreni incontaminati che, giustamente, preferiscono destinare ad aree verdi. In fondo, è per questo che viene concesso l’incentivo del 110% alle ristrutturazioni dei vecchi immobili. Un mio amico mi ricorda sempre che la politica non è complicata se si conoscono le regole. E con questo messaggio subliminale vi dò appuntamento al prossimo pezzo perché l’argomento lo voglio portare avanti…Avanti permettendo!