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La religione calvinista forse aiuterebbe i medici di base

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Nella confederazione elvetica lo sciopero non ha mai messo radici perché tra datore di lavoro e lavoratore c’è un reciproco e profondo rispetto: la fabbrica è un insieme di ingranaggi dove ogni rotella è un bene di tutti. Se c’è un problema ci si siede al tavolo per risolverlo subito, senza scontri o manifestazioni. Almeno questa era la Svizzera tedesca degli anni Sessanta. Altra storia in Italia dove i fiduciari dei vicerè hanno spaccato socialmente in due il meridione: da un lato i proprietari latifondisti con migliaia di ettari ricevuti in dono dalla baronia borbonica e dall’altro i braccianti che venivano assunti a giornata all’alba nella piazza del paese dove c’era qualcuno che sceglieva chi quel giorno avrebbe lavorato mentre altri non avrebbero ricevuto nulla. In quegli anni imperava una realtà sociale di grande tutela del lavoro e della persona al nord ed una realtà di sfruttamento al limite dello schiavismo al sud. La lotta sindacale era vitale in un contesto privo di cultura dei diritti sociali ed era, inoltre, il segno di una spaccatura tra privilegiati e vittime della povertà. Il sindacato, quindi, è figlio di un conflitto.
Da oltre quaranta anni i sindacati medici di categoria avrebbero dovuto tutelare il lavoro e la dignità della medicina di base…considerando i risultati questo mandato è fallimentare! Il medico di base non è tuttora inquadrato in alcun ruolo, tanto da non sapere nemmeno come definirlo; infatti le definizioni si sprecano: medico condotto, di famiglia, di base, di fiducia, di cure primarie, di comunità. Costruisce il suo reddito a prestazione, pagato da mercenario. Si paga le proprie ferie, non ha diritto a malattia, impara il lavoro sul campo sulla pelle dei pazienti. Non ha direttive da nessuno e prende ordini da tutti, pazienti compresi…con l’avvento della Rete poi ormai sono tutti specialisti!
Ora pare che dal ministero si siano messi all’opera per risolvere la questione perché i nodi sono arrivati al pettine. Ma non dimentichiamo il peccato originale; siamo ancora il paese dei privilegi al punto tale che uno dei sindacati è in grado di bloccare la vera rivoluzione copernicana della medicina di base: la dipendenza dal SSN.
Francamente la ‘categoria’ è pessimista perché consapevole del peso politico dei gruppi privilegiati di potere che, anche nell’evidenza fallimentare, continuano a tutelare i propri interessi di casta e mai di categoria professionale. Come al solito cambierà tutto per non cambiare nulla; invece forse sarebbe ora di convertire i professionisti alla ‘religione calvinista’ per aiutare i medici di base.