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L’accordo sui minerali garantisce più dell’articolo 5 della NATO

By The White House - https://www.youtube.com/watch?v=cmgHM7oxVIw (46m44s), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=160874389

Concedere le concessioni per lo sfruttamento delle terre rare agli americani per l’Ucraina sarebbe la miglior garanzia per non essere più attaccati dalla Russia o da altri Paesi che volessero imitarne le azioni. Addirittura, garantirebbe un’inviolabilità superiore all’articolo 5 della NATO. Nel senso che non è così automatico applicare il regolamento che stabilisce: attaccare un membro significa scatenare la reazione degli altri e, come i moschettieri di Luigi XIII, “tutti per uno, uno per tutti”; difendendo così il compagno d’armi aggredito. Viceversa, l’America, ottenuta la gestione dei minerali ucraini, garantirebbe i suoi interessi multimiliardari e invierebbe in quei luoghi una miriade di militari per difenderli dai malintenzionati. Va da sé che di questo beneficerebbe anche, e forse soprattutto, l’Ucraina. Peraltro, una macchina che nella sua progettazione più segreta si stava già attivando ai tempi del Presidente Barack Obama, osteggiato da Angela Merkel. Tornando al focus, senza ovviamente dimenticare che per l’Ucraina l’operazione non è in perdita, ma un buon affare, perché la concessione all’America non sarebbe gratuita, come si vorrebbe far intendere con la storia dei 500 miliardi a rimborso delle spese militari sostenute dagli Stati Uniti nel conflitto, ma renderebbe cifre importantissime anche a una Nazione (l’Ucraina) che esce da una guerra rovinosa e ha assoluta necessità di risorse per poter ricostruire e modernizzare l’intero sistema Paese. Un affare? Questo no, ma spesso le disgrazie si possono trasformare in opportunità. Avere gli americani non solo come alleati, ma addirittura come soci, è ovvio che garantisce molto di più gli ucraini e la loro sicurezza da potenziali aggressori che, ad oggi, cioè a pace fatta, non si capisce chi potrebbero essere. La Russia? Non scherziamo, se davvero Putin ha delegato Trump a fungere da garante al tavolo della pace! Va bene, ma un domani? Un domani potrebbe arrivare anche un fulmine dal cosmo, così potente da distruggere l’intero pianeta, ma questo fa parte dell’imponderabile. Le guerre, invece, non vengono mai dichiarate per questioni di principio, religiose o per difendere i più deboli; tutto ciò, semmai, è la copertura per fare i propri interessi. Cinico? Per carità, solo realista. I crociati partirono per Gerusalemme a grandi ondate solo perché in Europa imperversavano miseria e pestilenza, e si decise così di fare spedizioni guerrafondaie con le scuse più ipocrite; quando in realtà si immaginava Gerusalemme ricca di tesori. Poi Saladino li mise di fronte alla realtà, massacrando i ruvidi conquistatori, che si resero conto che le parole – tutto e niente – da lui pronunciate sulla ricchezza della città avevano un valore diverso da ciò che si aspettavano. Poi, per carità, possiamo raccontarcela come vogliamo e pensare al tesoro dei crociati come fosse un parente lontano di quello trovato dal conte di Montecristo, ma la realtà è che non si affrontano le spese di una guerra se non c’è da guadagnarne nulla. Fa bene Zelensky ad accordarsi con Trump sullo sfruttamento delle terre rare, unica garanzia reale di una difesa tout court dell’Ucraina da parte degli americani. Noi europei, invece, eravamo, siamo e rimarremo crociati a caccia d’oro in cambio di specchietti e perline colorate. Infatti, fatta cilecca in Medio Oriente, siamo passati alle Americhe depredate, soprattutto dalla Spagna a Sud e dall’Inghilterra e dalla Francia a Nord…ecco perché con noi sono tutti incavolati.