Il Fondo

Le 27 debolezze dell’Europa

BANDIERA DELL'EUROPA

Solo qualche ora fa, Donald Trump, con un comportamento da “camallo” genovese, ha ricevuto alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, allo scopo di utilizzarlo come corriere per consegnare alla Comunità Europea il “cerino acceso”, cioè la responsabilità di scatenare la Terza Guerra Mondiale. Rafforzando il suo ragionamento, ha affermato, con grande sfrontatezza, che lui e Putin vogliono la pace. Zelensky andando a Washington è caduto mani e piedi nella trappola tesa dal vicepresidente Vance, eccezionalmente presente all’incontro. Capite l’ipocrisia? Mentre dalla Casa Bianca, in diretta mondiale, partono i “fumi bianchi della pace”, coinvolgendo la Russia, in Europa si parla di investire 700 miliardi per armarsi meglio, nella prospettiva di una guerra contro Mosca. Nel machiavellico intrigo di comunicazioni e parole, c’è il popolo ucraino, stanco, affamato e stremato da un conflitto che vorrebbe concludere al più presto, a qualsiasi condizione, pur di tornare a vivere. Mentre l’Unione Europea, almeno fino a ieri, lo spronava a combattere per la vittoria. Siamo messi così, ed è solo l’inizio di un nuovo assestamento planetario, dove, al solito, l’Europa, nel bene e nel male, è il baricentro di una diplomazia che dovrebbe essere il suo scudo e la sua lancia, tralasciando quelle velleità belliche che la distruggerebbero senza appello. Dunque, la diplomazia. Facile a dirsi, più complicato applicarla all’Unione nel suo insieme, a causa delle debolezze dei 27 Paesi che la compongono, incatenati ad esprimersi all’unanimità. Se davvero l’Europa fosse un soggetto politico autonomo, dovrebbe battere sul tempo l’incontro tra Biden e Putin e andare al Cremlino per parlare di pace, portando in dono il ritiro della denuncia da parte del Tribunale Internazionale dell’Aia e cercando un accordo soddisfacente per la conclusione di un conflitto che si trova di fronte alla scelta tra un accanimento che coinvolga l’intero continente, o una auspicabile pace la quale concluda questa violenta controversia, che ogni giorno porta via giovani vite. Ora lo abbiamo capito: solo la signora von der Leyen può convincere Zelensky che è giunto il tempo di chiudere una contesa che si trascina da oltre dieci anni. Ma non può farlo se prima non ottiene l’approvazione delle sue – 27 debolezze – le quali sono nient’altro che il freno a ogni decisione politica, a caccia di una unità che sempre più somiglia alla lampada di Diogene. Siamo alle prove generali di un naufragio che già vede la Francia fuggire in avanti, solo perché è l’unica potenze nucleare, mentre l’Italia cerca strade privilegiate con l’amministrazione americana, osservando l’evolversi della situazione ucraina. Insomma, mi chiedo come l’Ungheria di Orban possa condividere un percorso contro Putin e, allo stesso tempo, l’Olanda possa approvare la politica magiara su come affrontare i problemi i quali, dopo decenni, ancora vedono l’Europa inchiodata ai nastri di partenza, proprio a causa delle 27 debolezze che ne rallentano all’infinito ogni decisione. E quando dopo un tempo infinito finalmente l’hanno “presa”, la partita si è già conclusa. Ma fate qualcosa per guardare al futuro? Naturalmente, approviamo leggi che consentono ai tappi di plastica di restare uniti alle bottiglie perché non vengano dispersi nell’ambiente, mentre a pochi passi da casa forniamo a Zelensky tanto di quell’esplosivo da inquinare la nostra povera Unione per 100 anni…hai voglia ad attaccare tappi!