Opinioni e commenti

Le bugie a raffica di Salvini

Parte rispolverando il ponte sullo stretto di Messina e poi assicura che nel 2023 andrà in porto l’autonomia differenziata! Quella del ponte è a supporto della sua linea contestatissima di una Lega nazionale, con tentazioni e minacce perfino scissionistiche da parte di Bossi e company ed una sempre più vistosa insofferenza di Zaia, il papabile successore alla guida del partito. A queste sfide la risposta di Salvini è a dir poco gattopardesca, se ne sta accucciato al governo e aspetta che passi la tempesta a cui va incontro l’autonomia differenziata, peraltro non rielaborata su cui la maggioranza rischia la rivolta del sud. Nell’articolo precedente ho indicato la necessità di cambiare l’asse culturale per una riforma delle autonomie passando da un egoistico aumento delle risorse per le regioni più ricche ad una visione solidale assicurando standard di eguaglianza per i diritti essenziali. Zaia avverte che il processo riformatore imposto dall’Europa può prestarsi a tentazioni neo-centralistiche ma non ne trae spunto per una riflessione su un quadro di garanzie. Non si hanno notizie, ad esempio, di proposte sul tema delle riforme istituzionali relativamente alle autonomie. Mentre la Meloni rispetto al presidenzialismo duro e puro si converte al semipresidenzialismo alla francese in cui è prevista la fine del bicameralismo paritario e suicida che noi soli abbiamo, ci sarebbe l’occasione per una camera delle autonomie dove pervenire a proposte comuni da sottoporre a Parlamento e a governo. Era la proposta originaria di Renzi per porre fine al nostro bicameralismo perfetto!